Osservatorio Meteo Montevergine opera dal 1884. Vincenzo Capozzi: servono fondi

Il Meteorologo irpino Vincenzo Capozzi parla dei progetti per l'Osservatorio di Montevergine e della peculiarità geografica irpina.

Vincenzo Capozzi, irpino doc, di Avellino è una combinazione perfetta delle diverse sfumature della scienza.  Ricerca, studio, divulgazione. Meteorologo, collaboratore tecnico scientifico della Rai e “previsore meteo” di “Buongiorno Regione” in onda su Rai 3 tutte le mattine alle 7.30. Capozzi è anche ricercatore presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope ed  è presidente dell’Associazione no profit MVOBSV Montevergine Observatory.

Una passione la sua che dà traccia di sé già dall’infanzia. Due le pertinenze emerse dalla chiacchierata: la necessità di fondi per un progetto di astronomia; l’instabilità meteorologica del prossimo inverno per la nostra provincia.

Abbiamo visto in rete, associata al suo profilo, una mappa disegnata (verosimilmente da un bambino)…come ha intuito la sua vocazione professionale?

“Non c’è stato un momento preciso. Non che ricordi almeno. Quello che mi è chiaro è che guardavo le previsioni meteo con i miei nonni e da lì è partito tutto. Il disegno cui Lei fa riferimento purtroppo non è datato. Probabilmente avrò avuto l’età di 10-12 anni”.

L’Associazione che presiede di cosa si occupa?

“Riguarda l’Osservatorio meteorologico di Montevergine. È stato fondato nel 1884. Cerchiamo di preservarlo dall’abbandono e dal degrado. Abbiamo anche uno studio cui puntiamo far riferimento in futuro. Vorremmo realizzare un piccolo Museo e abbinare un progetto di astronomia. Abbiamo pensato a tutto supportati dagli ingegneri benedettini. Però ci vorrebbero dei fondi. Non tanti in valore assoluto, però avremmo bisogno di un sostegno”.

In Italia, i compensi legati alla ricerca, si dice, non siano adeguati. Ha mai pensato di fare le valigie?

“Amo questo territorio e per il momento mi sento realizzato in quello che faccio qui”

Perché l’entroterra irpino ha un clima sostanzialmente autunnale e invernale per nove dieci mesi l’anno?

“La posizione geografica di questa provincia incide molto. Siamo abbastanza lontani dal mare, abbiamo molti rilievi montuosi ma soprattutto siamo nel punto in cui le correnti fredde incontrano quelle che arrivano dai tropici. Questo fa si che spesso si amplificano gli effetti di una perturbazione. L’interazione tra correnti opposte rende l’Irpinia una zona piuttosto complessa da un punto di vista meteorologico”

Che inverno ci aspetta?

“Le previsioni stagionali sono sempre molto orientative e poco attendibili sebbene supportate da studi scientifici. Con un margine di attendibilità molto relativo quindi (sorride, ndr) posso dire che in Irpinia avremo un inverno molto instabile. Si alterneranno giorni, periodi di clima mite a forti picchiate in giù delle temperature e viceversa. Un po’ come accaduto anche per la scorsa estate. Abbiamo avuto settimane di sole e altre di pioggia”.

Eppure si dice che la Terra si stia surriscaldando…

“Questo è un dato certo. Il più sicuro. Negli ultimi trent’anni abbiamo avuto a livello globale un aumento delle temperature di un grado e mezzo circa. È tantissimo”.

Quali sono le cause?

“C’è la componente naturale e quella antropica (dell’uomo, ndr)”

Le strategie di politica internazionale però si stanno adoperando…

“Si sta facendo qualcosa. Si guardi ad esempio il Protocollo di Tokyo. Non è semplice però attuare in tutti i continenti le stesse politiche di contenimento di emissioni. Potrebbero esserci Paesi in via di sviluppo ad esempio che non digeriscono di buon grado l’invito a mitigare le emissioni. È una faccenda complicata”

C’è correlazione tra il surriscaldamento e l’aumento di forti nubifragi?

“Non mi sbilancerei. Preferisco essere cauto. Quello che riesco a definire con certezza è l’aumento della temperatura a livello generale”

Lo scorso weekend in varie città d’Italia c’è stata la Notte Europea dei Ricercatori. Qual è la finalità di questo tipo di iniziative?

“Sicuramente sono un ottima cosa perché veicolano un’informazione certa. Scientifica. Dovrebbe farsi molto di più però. Ben vengano questo tipo di appuntamenti. È importante trasmettere contenuti attendibili. Il rischio di disinformazione nel nostro ambito è molto alto e frequente perché magari spesso da fonti non accreditate partono contenuti non veritieri ma che si presentano come tali”

Non è che anche la ricerca sta troppo spesso chiusa in sé? Ci sono pochi “ponti” forse rispetto all’opinione pubblica….

“Mah in Irpinia non è molto semplice. Intanto però bisogna ridare valore ai centri di ricerca che sono presenti sul territorio. Nel caso dell’Osservatorio di Montevergine se riuscissimo a dare concretezza al nostro progetto potremmo immaginare di aprirci a visite da parte delle scuole ad esempio. È importante però l’attenzione di chi ci governa. Noi facciamo del nostro meglio”.