Comune di Avellino: il Pd dice no alle presidenze delle commissioni consiliari

Convocata, in un clima di grande incertezza, la conferenza dei capigruppo per la definizione delle commissioni consiliari. Intanto, Pizza, Cipriano, Preziosi hanno presentato la mozione di sfiducia al sindaco Ciampi. Nove le firme apposte al documento, alle quali dovrebbe aggiungersi quella di Arace.

I banchi del Consiglio comunale di Avellino

Comune: il Pd dice no alle presidenze delle commissioni consiliari.

La composizione degli organismi consultivi di Piazza del Popolo non si trasformerà in una sorta di varco per evitare la fine anticipata dell’amministrazione o per accreditare un governo cittadino trasversale.

Le opposizioni infatti respingono con decisione simili ipotesi. E se i rappresentanti di Avellino è popolare, Mai Più, La svolta inizia da te hanno depositato la mozione di sfiducia al sindaco Vincenzo Ciampi, con nove firme apposte in calce al documento (alle quali dovrebbe aggiungersi quella di Nadia Arace di Si Può), sfidando l’attendismo dei Democratici, il gruppo del Pd risponde comunicando che non assumerà la presidenza di alcuna commissione.

In ogni caso, non sarà facile per il presidente dell’assemblea cittadina, Ugo Maggio, trovare la quadra, anche a causa dell’ anomalia di un’amministrazione senza maggioranza. Sarà complicato, sotto il profilo pratico, logico ed anche normativo, riuscire a garantire all’area di governo il proprio ruolo, nonostante la mancanza dei numeri necessari per avere l’egemonia nelle commissioni, e alle opposizioni, che in aula sono maggioranza, la funzione di controllo destinata a chi non è nell’esecutivo.

«Per quanto ci riguarda – afferma il capogruppo del Pd, Enza Ambrosone – non ci sarà nessun varco e nessun percorso alternativo. Consideriamo questa esperienza già chiusa. Perciò ci siamo interrogati sull’opportunità di non indicare nomi per le presidenze delle commissioni. E credo proprio che questa sarà la nostra linea».

Perplessità, inoltre, vengono manifestate sul metodo da seguire nella composizione degli organismi comunali: «Se ci richiamiamo esclusivamente al regolamento (leggi il documento originale), il presupposto per la definizione degli equilibri interni alle commissioni e per l’assegnazione delle presidenze, è quello della consistenza numerica dei gruppi. Si fa esplicito riferimento alla maggioranza. Ma considerato il contesto particolare nel quale ci troviamo, bisognerà individuare una soluzione adeguata, tenendo conto che ciascun consigliere deve essere nominato in almeno una commissione e che alle opposizioni deve essere comunque affidata la guida di Bilancio e Regolamento».

Anche il consigliere Costantino Preziosi sottolinea il clima di confusione che si respira in Municipio: «La costituzione delle commissioni è un obbligo di legge, che stiamo ottemperando in ritardo. Qualsiasi atto deve essere esaminato da questi organismi, prima di sottoporli al consiglio comunale. Bisogna capire però chi è maggioranza e chi opposizione. E’ inconsueto anche il metodo scelto per la composizione delle singole commissioni, in caso di richieste eccedenti il numero dei componenti. Si è optato per il sorteggio. Le presidenze debbono essere votate dai membri degli organismi, ma all’opposizione spettano le postazioni di controllo».

L’esponente centrista non teme che, quando il lavoro delle commissioni sarà avviato, possa esservi un rimescolamento delle carte in aula: «Non credo possa succedere. Il vero problema è che questa amministrazione non è in grado di andare avanti e rischia di fare danni alla città».

Una bacchettata viene riservata al Pd: «Non si può subordinare le scelte politiche ed amministrative ed il destino del Comune capoluogo, agli equilibri e all’esito delle elezioni di un ente di secondo livello. Per quanto ci riguarda andremo avanti lo stesso e domani presenteremo la mozione di sfiducia in conferenza dei capigruppo, per verificare se ci sono le altre firme necessarie (13 in tutto n.d.r.), affinchè venga messa all’ordine del giorno del consiglio».

Tra ventiquattr’ore, dunque, si aprirà il confronto sulle commissioni, con un documento scritto nero su bianco, per mandare a casa il sindaco. Una situazione che potrebbe creare qualche imbarazzo ai consiglieri Democratici.

IL REGOLAMENTO DELLE COMMISSIONI CONSILIARI DEL COMUNE DI AVELLINO