Comune di Avellino, scartata l’ipotesi dissesto. Conti in aula a ottobre

Confronto in Muncipio tra il commissario prefettizio, Mario Tommasino, il sindaco Ciampi e l'assessore alle Finanze, Forgione. Dall'approfondimento contabile emerso un disavanzo compreso tra i 10 ed i 15 milioni di euro. Scartata ipotesi dissesto.

Piazza del Popolo e l'ingresso al Palazzo degli Uffici

Comune di Avellino: conti in rosso, ma situazione meno grave del previsto. E’ la fotografia rassegnata dal commissario prefettizio, Mario Tommasino, dopo la ricognizione effettuata in vista della nuova redazione del bilancio consuntivo 2017, durante l’incontro tenuto con il sindaco, Vincenzo Ciampi, l’assessore alle Finanze, Gianluca Forgione, ed i vertici degli uffici.

I banchi della Giunta di Avellino

Dopo le cifre in libera uscita di questi giorni, inizia a delinearsi con maggiore chiarezza l’effettiva condizione di sofferenza dell’ente. Il disallineamento rispetto alla precedente stesura del documento contabile dovrebbe essere compresa in una forbice tra i 10 ed i 15 milioni di euro, somma che costituirebbe l’intero disavanzo del Comune.

«Dobbiamo ancora definire gli ultimi aspetti – ha dichiarato il funzionario del Ministero degli Interni -, ma siamo a buon punto. Chiuderemo entro il mese di settembre. Non spetta a me, ma alla politica, decidere quali provvedimenti assumere. E’ evidente però che delle misure andranno adottate».

Il commissario, comunque, ha preferito non diffondere cifre ufficiali sulla manovra e sul disavanzo, ma ha escluso che ci si trovasse di fronte ad una situazione fuori controllo: «Si sono palesate le problematiche che insorgono in tanti enti locali di tutta Italia. Non è mio compito esprimere giudizi sulle scelte compiute dalle amministrazioni che si sono susseguite».

L’assessore Forgione, dal canto suo, ha delineato la situazione alla luce degli accertamenti: «Il maggior disavanzo dovrebbe attestarsi intorno ai 10 milioni e sicuramente non superare i 15. I 60 milioni a cui ha si è fatto riferimento è la somma di debiti e fatture non pagate».

Esclusa, dunque, la dichiarazione di dissesto. L’amministrazione avrebbe intenzione di approntare un piano di rientro, adottando le misure previste per il predissesto.