Confimprenditori annuncia il disimpegno dalla Camera di Commercio, dove sono in corso le procedure per il rinnovo delle rappresentanze. Con la pubblicazione sul bollettino regionale del decreto da parte del Governatore Vincenzo De Luca, entro quattro settimane dovrá essere compiuta la fusione tra Avellino e Benevento.

Gerardo Santoli, referente di Confimprenditori

In una nota il referente della Confimprenfitori prende le distanze da quanto sta accadendo. “Pur essendo una delle associazioni più rappresentative in termine di iscritti della provincia di Avellino, come risuta dai dati ufficiali Inps, la Confimprenditori di Avellino ha deciso ancora una volta di ritirare la partecipazione al rinnovo della Camera di Commercio Irpinia Sannio”, si legge.

“Le vicende di questi anni e di questi ultumi giorni ci stanno dando per l’ennesima volta ragione. Ora partono i ricorsi, poi sarà la volta dei contro-ricorsi”. Santoli contesta nel merito la condotta delle altre associazioni. “I rappresentanti di categoria litigano per un posto in più o in meno in Camera di Commercio non rendendosi conto che i problemi dei commercianti, degli artigiani e dei piccoli imprenditori della provincia sono altri”.

Per Santoli “è proprio questo atteggiamento che fa allontanare gli imprenditori dal mondo delle associazioni”.

Esterno della Camera di Commercio di Avellino in piazza Duomo

In base al decreto, sono 33 i seggi dell’assemblea, assegnati proporzionalmente alle diverse categorie, che dovranno fornire i dati relativi alla propria anagrafe degli iscritti.

Entro trenta giorni dalla notifica, la nuova assemblea dovrà insediarsi. Un margine temporale ridotto, considerando che è comprensivo delle eventuali contestazioni.

“Dovremmo egoisticamente essere contenti perché questo teatrino non fa altro che aumentare il numero dei nostri iscritti. In realtà non possiamo però segnalare che per ridare un ruolo e una dignità alla Camera di Commercio bisognerebbe semplicemente permettere alle aziende di votare e scegliere i propri rappresentanti in seno al consiglio che ovviamente non può essere composto di 33 membri che è un numero spropositato (ne basterebbero 11)”, si legge ancora.

“Ma sappiamo che questo non avverrà mai, perchè vuol dire togliere l’unico privilegio rimasto ad alcune associazioni di categoria che spesso vivono di luce riflessa, di gettoni di presenza o di bandi a cui partecipare”.