Una fotografia promozionale del film che traspone sul grande schermo il romanzo Suite francese

di Ilde Rampino

La SUITE FRANCESE di Irene Nemirovsky è un caleidoscopio di personaggi, che recano in sé i valori della propria classe sociale, con un sentimento di avversione verso coloro che sono diversi, che fanno parte del popolo e vengono considerati con superiorità e allo stesso tempo come portatori di un concetto di Male opposto alle loro “schegge di bellezza”, dietro cui essi nascondono le proprie insicurezze e le proprie paure.

La folla diventa così qualcosa di angosciante e di pericoloso che può minare l’equilibrio dei borghesi, a causa dell’ “orrenda bassezza di questa torma”, i cui atteggiamenti appaiono devianti. Tutti i personaggi appaiono trascinati da una corrente impetuosa, diventano vittime della Storia, durante l’ occupazione nazista in Francia. Il loro mondo sta crollando e ognuno cerca di tener stretta la “roba ammassata” nelle loro case, per poi riprendere vita dopo i momenti di disperazione. L’autrice delinea un affresco di una società in decadimento, una sorta di “commedia umana” che rimanda a Balzac, in cui i rapporti sono falsati, dettati dall’opportunismo e dalle condizioni difficili causate dalla guerra. Sono mondi distinti, in cui è profondo, nonostante tutto, il senso di sacrificio e di eroismo, incarnato nell’orgoglio di una madre per la morte del figlio in guerra, che la rende degna di onore e la distingue dalle altre. Un elemento fondamentale che emerge dalle pagine del libro è il rapporto particolare che si instaura tra i tedeschi che occupano la città e la popolazione: una coabitazione che diventa spesso molto difficile, ma in cui nascono anche sentimenti di odio, velati da ipocrisia, dettata dalla necessità e dalle difficoltà. I personaggi sono espressione chiara dei diversi ceti sociali, con un giudizio negativo nei confronti dei poveri e dei derelitti.

La Storia si immerge e influenza le vicende personali, come il desiderio di Lucile, impossibile a realizzarsi, di una vita diversa, mentre il proprio marito è lontano, in guerra e si avverte la necessità di adeguarsi a comportamenti stereotipati e “onorevoli”, mentre si è tentati di lasciarsi trascinare dalla passione; il senso di isolamento che si prova, vivendo in una casa che si sente ostile, si tinge in alcuni momenti di calore ed emozione. Il desiderio profondo di libertà si concretizza in quella sorta di rapporto amichevole con un soldato tedesco, che non le fa paura, nonostante attimi di ambigue sfumature, ma le regala una sensazione di vita vera, a cui lei non se la sente di rinunciare. Il suo anelito alla speranza di spezzare, anche se per un attimo, i fili che la imbrigliano nella rete della sua condizione di donna sposata viene soffocato dalla presenza continua dell’Assente, invocata dalla suocera che veglia sulla sua integrità. Attraverso le pagine del libro ci si immerge in un mondo, fatto di valori, come l’onestà, la pietà che il Male e la guerra non riescono a scalfire, mentre aleggia la presenza di coloro che sono lontani e che combattono per i loro ideali e rimangono per sempre nel cuore delle loro famiglie, nonostante il tempo.


Suite francese di Irène Némirovsky | Trad. di Laura Frausin Guarino Biblioteca Adelphi

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