La Giunta regionale ha approvato  il 3 luglio scorso, su proposta dell’assessore alla Sicurezza e Legalità Franco Roberti, lo schema di Protocollo d’Intesa tra le Regioni Campania, Calabria, Basilicata Puglia e Sicilia per la collaborazione a livello interregionale in materia di immigrazione.

“La bozza di Protocollo d’Intesa approvata oggi intende armonizzare le iniziative e buone prassi nella gestione dei fenomeni migratori – dichiara l’assessore Franco Roberti. L’importanza del Protocollo è nello stabilire con le altre regioni del Sud una politica unitaria per affrontare un fenomeno che, al di là di ogni iniziativa del governo, ci impegnerà nei prossimi anni”.

L’impegno da assessore segue quello che Roberti ha condotto su questo tema da magistrato per diversi anni, quindi in epoca più recenti dallo scorso anno su mandato del Ministro dell’Interno, Marco Minniti, che lo ha nominato dal primo dicembre 2017 Consigliere ministeriale per le materie attinenti al terrorismo e alla criminalità organizzata, “per le specifiche competenze acquisite quale Procuratore Nazionale antimafia e Antiterrorismo”.

Roberti si è occupato dei fenomeni criminali connessi alla immigrazione clandestina da procuratore antimafia, in particolare in riferimento ai “casi di traffico di migranti clandestini attuato da gruppi criminali con l’uso di navigli attraversanti acque internazionali”.

Obiettivo allora dell’iniziativa della Direzione Nazionale Antimafia, “istituzionalmente preposta al coordinamento di indagini per reati di criminalità organizzata, tra cui anche quelle per la fattispecie p.e.p. dall’art. 416 comma sesto c.p., laddove le associazioni siano dirette a commettere i delitti di cui all’art. 12 comma 3 bis del D.Lgs. n. 286/1998)” è stato “fornire un contributo agli Uffici distrettuali impegnati sul campo, per aiutare a dirimere complesse questioni giuridiche emerse in frequenti e recenti casi di smuggling”.

Tra le sue iniziative, il documento indirizzato alle Direzioni Distrettuali Antimafia ed inviato per opportuna conoscenza anche ad una serie di autorità amministrative nazionali ed ai competenti Comandi delle Forze di Polizia. L’atto conteneva “proposte operative per la soluzione dei problemi di giurisdizione penale nazionale e di intervento, con le misure cautelari del caso, in indagini riguardanti associazioni per delinquere dedite al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”, si legge nell’abstract del testo, elaborato dal dott. Filippo Spiezia, Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia, per la testata “Diritto penale contemporaneo”, rivista on line che mette a confronto il mondo degli operatori del diritto penale – magistrati e avvocati – e quello dell’accademia, italiana e internazionale.

Dall’impegno della Procura Antimafia sono nate e si sono sviluppate inchieste importanti. Tra queste, quella citata e commentata dallo stesso Roberti sulle colonne del quotidiano torinese La Stampa nella primavera del 2016.

“L’inchiesta dei colleghi della Dda di Milano ha dimostrato che c’era almeno un reclutatore dalla Siria che invitava degli aspiranti foreign fighters a non andare lì, ma a colpire in Italia. Ed è vero: la situazione di Isis è in grande evoluzione sul campo. In tutta evidenza un’evoluzione in Siria, comporta un’evoluzione anche da noi”.