Aree interne, più soldi, ma i tempi s’allungano ‘Governo in ritardo’, De Mita chiede alla Regione l’anticipo

Strategia delle Aree interne, riuniti i sindaci per fare il punto su servizi digitali, connettività e rete museale ‘Metano, banda larga e servizi le priorità’ Villano (Omi): non gli incentivi, alle aziende serve l’efficienza

Completata la fase della progettazione e definita la strategia dell’Area Pilota per la costruenda Città dell’Alta Irpinia, gli amministratori sono stati convocati a Nusco per approfondimenti di merito, ma anche per fare il punto sull’avvio degli investimenti. A questo proposito, il presidente Ciriaco De Mita ha informato i sindaci di aver sollecitato la giunta regionale per ottenere le anticipazioni finanziarie necessarie all’attuazione dei primi progetti già in calendario. Nella sua relazione, De Mita ha spiegato che le risorse disponibili nei prossimi mesi potrebbero essere ben superiori a quelle fino ad oggi stimate, esortando alla massima responsabilità tutti gli attori istituzionali. Sullo sfondo restano alcune tensioni all’interno dell’assemblea dei sindaci, motivate in parte dal rinvio della firma in calce all’Accordo di Programma Quadro, a causa della crisi di Governo. Lo slittamento riguarda tutti i progetti pilota in corso nel Paese, ma in particolare in Alta Irpinia si guarda con apprensione all’allungamento dei tempi, in considerazione del disagio sociale che continua a registrarsi per strati ampi della popolazione. La situazione economica locale dell’Alta Irpinia, ma più in generale della provincia di Avellino, è stata sottolineata, tra gli altri, dal sindaco di Conza della Campania, Vito Cappiello, che nel corso dell’ultima assemblea ha esortato i sindaci e i rappresentanti della struttura a ‘fare presto’. Cappiello teme i dati sullo spopolamento ma anche il crollo delle nascite registrato nell’ultimo anno.

Rete museale e App dei Comuni. Tra gli argomenti trattati c’è l’istituzione di una rete museale, che consentirebbe di ottenere il riconoscimento di ‘distretto culturale’ dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Avviare un coordinamento dei beni culturali e delle eccellenze significherebbe creare margini per nuovi significativi investimenti privati nell’economia turistica, con ricadute sull’economia locale. Nel frattempo, si procede nel percorso che dovrà portare i Comuni ad associare molte funzioni oggi gestite in autonomia. Presente all’incontro, il referente della cabina di regia, Domenico Liotto, ha introdotto il tema della innovazione tecnologica e della connettività da impiegare con i nuovi servizi associati. Si propone l’adesione degli enti locali ad una piattaforma tecnologica, una ‘app’ intercomunale, con la creazione di un unico hardware e software di informazioni integrate. Si prevede l’attivazione di una ‘wi-fi zone’ pubblica in grado di coprire il perimetro dei 25 Comuni, con un’unica password d’accesso.

L’appello delle imprese. La sopravvivenza delle aziende non è determinata dagli investimenti che gli imprenditori sono disposti ad impegnare sul territorio, ma dalla capacità delle istituzioni nel formare i giovani e dall’impegno della politica nel creare le condizioni più favorevoli a chi ha deciso di investire in provincia di Avellino. In sintesi: la formazione e le infrastrutture rappresentano i due elementi fondamentali, senza i quali le attività non potranno sopravvivere. Maria Grazia Villano, dirigente della Omi di Lacedonia, non nasconde l’amarezza per la condizione in cui oggi vivono le aziende. “Come Omi abbiamo prodotto un investimento di ventidue milioni di euro per realizzare due stabilimenti a pochi chilometri di distanza rispetto a quello di Lacedonia – afferma Villano – ma non possiamo partire perché in quelle zone non è ancora arrivato il metano e manca la banda larga. I giovani e il lavoro? Spesso abbiamo difficoltà nel reperire i lavoratori laureati e diplomati perché quando vengono in azienda a sostenere il colloquio siamo costretti a prendere atto che non sono preparati ed occorre formarli ex novo”.

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