Pietro Foglia: «Caldoro ha evitato il default della Campania»

Il presidente uscente del Consiglio regionale difende il governatore e avverte: «Ci ha tirato fuori dalla palude, ora abbiamo le possibilità per creare lavoro vero»

Pietro Foglia non risponde direttamente alle stoccate che pure Ciriaco De Mita gli ha riservato negli ultimi giorni. Rivendica quella che definisce la “mia coerenza”, a proposito della collocazione nel Centrodestra dell’Ncd “…dove è stato negli ultimi cinque anni…”, rilanciando sul progetto dell’Area Popolare, che ritiene “il vero approdo per i moderati, in un Paese che sta cambiando in fretta”.  Si prepara alle ultime battute della campagna elettorale con la determinazione di sempre, ben deciso a contraddire punto per punto le critiche mosse dal Centrosinistra, in particolare dal Partito Democratico, al governatore uscente, Stefano Caldoro.

Stefano Caldoro, Governatore della Campania tra il 2010 e il 2015

«Un miliardo e mezzo di debito della Sanità non poteva riassorbirsi senza sacrifici per tutti, ma oggi si può ripartire con fiducia»

“Non ci voleva l’indice di gradimento su twitter, dopo il dibattito televisivo su SkyTg24 tra gli aspiranti governatori, per capire che l’opinione pubblica ritiene ancora credibile Caldoro alla guida della Regione Campania”, spiega, introducendo il tema del bilancio di mandato. “Si incolpa il Presidente della Giunta regionale di responsabilità che non possono essere sue, dimenticando in quali condizioni versavano le casse dell’ente nel 2010”. Cinque anni fa la Regione era nella palude, afferma. “Oggi tutti lamentano una Sanità allo sfascio, eppure all’inizio della Legislatura c’era un miliardo e mezzo di debito consolidato, mentre per le strade ancora si bruciavano i cumuli di rifiuti”. Secondo il Presidente uscente del Consiglio regionale, “il rigore e i sacrifici oggi pagano, offrendo ai cittadini un governo regionale in grado di corrispondere alla domanda di sviluppo senza compromettere gli equilibri finanziari”. Sul piano fiscale ed economico, prosegue, “Caldoro ha tagliato i ticket sanitari per le fasce deboli, intervenendo sulle aree agricole e le aziende casearie, ma soprattutto ha riportato il pagamento dei fornitori e dei creditori della pubblica amministrazione a livelli europei, con liquidazione delle fatture in sessanta giorni, contribuendo a dare sollievo alle imprese, sostenendone lo sforzo e gli investimenti”.

Pietro Foglia accanto a Renato Schifani, Presidente dell’Ncd

«ZONE INTERNE, IL GRANDE EQUIVOCO». E a questo proposito, Foglia ci tiene a sfatare quello che ritiene sia “un falso mito prodotto dalla Sinistra: lo squilibrio tra zone interne e costiere”. Secondo l’esponente del Nuovo Centrodestra “se si guarda alle cifre, mai come negli ultimi cinque anni sono stati erogati più finanziamenti rispetto al passato”, puntualizzando che “la stima va proporzionata al numero degli abitanti: è evidente che una provincia con meno di mezzo milione di residenti incamera meno di una città che pesa demograficamente quattro volte di più…”. Secondo Foglia, mediamente la Regione Campania ha investito un milione e mezzo a Comune solo con il programma relativo alla ‘Accelerazione della spesa’, non considerando le erogazioni a beneficio delle opere medie e grandi. “Si poteva fare di più, ma va ricordato che i soldi potevano essere concessi soltanto ai chi presentava progetti cantierabili…”. Enumera alcuni grandi obiettivi strategici finanziati da Palazzo Santa Lucia, dalla banda larga, “…per decenni invocata dagli imprenditori e ora in fase di realizzazione”, all’intervento per il rifacimento di alcune reti idriche, circa 34 milioni. Sul piano infrastrutturale, cita le risorse sbloccate per l’asse di scorrimento ‘Pianodardine-Valle Caudina’, rivendica a Caldoro l’obiettivo centrato in Valle Ufita, dove sorgerà la stazione ferroviaria lungo la linea di Alta Capacità ferroviaria Bari-Napoli. Infine, a proposito dell’agricoltura, di cui Foglia si è occupato alla guida della competente commissione regionale, ricorda “i 70 milioni solo nell’ultimo periodo garantiti al settore”. E alla fine polemizza con gli avversari : “O i miei dati sono sbagliati, oppure è in malafede chi li contesta”.

La platea durante la presentazione della lista di Area Popolare all’Hotel de La Ville

“TURISMO E COOPERAZIONE, LE MIE LEGGI DOPO UNA LUNGA ATTESA”. Pietro Foglia va fiero dei suoi undici mesi di presidenza del Consiglio regionale, iniziati nel giugno di un anno fa. “Ho contribuito dallo scranno più alto dell’Assemblea a licenziare riforme che erano attese da molto tempo, penso per esempio alla legge per il turismo, ferma da 35 anni…”. Si tratta di un provvedimento destinato ad avere una forte ricaduta in Irpinia, fa notare. “è volano di sviluppo sostenibile, con grandi potenzialità per la ripresa occupazionale”, prosegue, prefigurandone l’applicazione. “Possiamo disegnare distretti naturali per l’aglianico nel vino, piuttosto che per i cereali oppure la castagna, mettendo insieme Comuni e territori, favorendo l’affermazione di marchi territoriali riconoscibili per la qualità e l’origine del prodotto agricolo”. Con la creazione dei consorzi, “anche grazie alle agevolazioni previste, ai benefici e alle facilitazioni stabiliti dalla norma, l’Irpinia potrà competere sui mercati, conquistando uno spazio che la polverizzazione della produzione rendeva improponibile”. Altra legge ritenuta da Foglia significativa per il rilancio economico in Campania e in Irpinia è quella sulla cooperazione. “Questa norma favorirà l’agricoltura e l’artigianato, assicurando notevoli benefici a chi intende dare vita o proseguire con iniziative autonome”. Da consigliere regionale Pietro Foglia ha presentato diversi progetti di Legge, poi convertiti dall’aula. Tra questi, il ‘Riconoscimento della dieta mediterranea’ (Lr 6/2012, ‘Integrazione alla Lr 16/1998 – Assetto dei Consorzi per le aree di sviluppo industriale (Lr 17/2012). Ancora, ha proposto la ‘Legge regionale per il sostegno e la promozione della castanicoltura’ ( Lr 13/2012), le ‘Norme per la protezione della fauna selvatica e disciplina dell’attività venatoria’ (Lr 26/2012), quindi la ‘Disciplina per la promozione, il sostegno e lo sviluppo della cooperazione in Campania’ ( Lr 37/2012). Ha avviato all’esame nelle commissioni disegni di legge riguardanti la riforma delle comunità montane, il riassetto dei consorzi di sviluppo industriale. è stato eletto presidente del Consiglio regionale nel giugno del 2014. Tra l’altro, ha presieduto la Commissione per l’Agricoltura.

Pietro Foglia e Renato Schifani al tavolo durante la presentazione della lista di Area Popolare all’Hotel de La Ville

DALLA ALTA IRPINIA AD AVELLINO, ORA LA GRANDE AREA VASTA. Da Presidente dell’Asi, alla fine dello scorso decennio, sostenne il progetto di una piattaforma logistica nella Valle Ufita, in attesa della linea ferroviaria di Alta Capacità Bari-Napoli, ma anche nella prospettiva di un collegamento intermodale con le aree industriali del Cratere, del Capoluogo e della Valle Caudina. Oggi rilancia sulla necessità di programmare la realizzazione di quella infrastruttura, come strumento decisivo per rendere attrattivo il territorio sotto il profilo industriale. “La piattaforma serve per abbattere i costi di produzione, consentendo agli stabilimenti esistenti e a quelli futuri di rifornirsi in loco, peraltro in una zona come l’Ufita che è baricentrica in Irpinia e in Campania”. Ma sottolinea il peso che avrà il territorio nella programmazione delle infrastrutture, dei servizi e delle opportunità di crescita economica. “Il Progetto pilota dell’Alta Irpinia mette in moto un processo di collegamento tra Comuni, che diventano area urbana diffusa sotto il profilo dei servizi e della programmazione: quel modello, in fase di sperimentazione in questa zona della provincia, dovrà essere adottato anche in altri comprensori, penso al Vallo di Lauro e Baianese, alla Valle Caudina, al Montorese-Solofrano”. In questo senso, non considera esaurita la funzione del tavolo provinciale sul cosiddetto ‘Patto per lo sviluppo’, anche se ammette che andrebbe riconfigurato alla luce del nuovo scenario. “Ha offerto all’Irpinia un luogo dove discutere di problemi concreti, dalla ferrovia veloce all’esigenza di investire nella ristrutturazione delle reti idriche, garantendo anche risultati apprezzabili, ora va allargato alla platea istituzionale locale”. Quanto ad un recupero della ferrovia irpina, Foglia non chiude la porta, ma rinvia la questione “ad un progetto credibile, che consenta di adeguare i binari al trasporto-merci”.

“De Mita ha deciso in pochi minuti di lasciare Caldoro: Nessun fatto personale, problema di coerenza”

I NUOVI EQUILIBRI POLITICI IN IRPINIA.Pietro Foglia si dice convinto che “alle regionali l’elettorato non tornerà al passato”. Sottolineando che con “Ciriaco De Mita non c’è una questione personale, ma un problema di coerenza politica, visto che la sua decisione di lasciare il Centrodestra è maturata in pochi minuti, tra lo stupore di osservatori e addetti ai lavori”, resta cauto sullo scenario dopo il voto in Irpinia.

“I futuri assetti in Irpinia matureranno dopo il voto. Per tutti i moderati resta sempre l’Area Popolare l’unico vero approdo”

“Vediamo i risultati, i conti li faremo il primo giugno”. Quanto al proprio bilancio personale, Foglia si rimette ai cittadini. Tagliando corto sugli addebiti mossigli dalla magistratura sui contributi regionali, “…nella mia storia ho sostenuto responsabilità rilevanti, anche sotto il profilo finanziario, senza subire mai il più piccolo rilievo, non mi spaventano fatture per poche migliaia di euro, facilmente giustificabili…”, si propone al suo elettorato con fiducia. “Il mio impegno è certificato dal lavoro quotidiano, dalle leggi prodotte, dai riflessi che la mia azione ha avuto sulla linea del governo regionale, accetterò il giudizio popolare”.