In Campania le Donne del Vino guidano l’innovazione. Ecco il report Rural Hack presentato al Vinitaly

Oltre il 90% delle aziende è pronto all’intelligenza artificiale. Lo studio fotografa un settore dinamico. Diffusa digitalizzazione, sostenibilità concreta. Il gap resta nelle competenze

In Campania le Donne del Vino guidano l’innovazione. La trasformazione digitale del settore vitivinicolo italiano è donna e parte dalla Campania. È quanto emerge da un report promosso dall’Associazione Le Donne del Vino Campania e realizzato con il coordinamento scientifico di Rural Hack. Lo studio che è stato presentato oggi presso il padiglione della Regione Campania a Vinitaly, ha analizzato il livello di maturità digitale di un campione d’imprese vitivinicole femminili del territorio. Il dato più significativo riguarda proprio l’intelligenza artificiale. Sebbene il 59% delle aziende non la utilizzi ancora, il 91% dichiara di volerla adottare in futuro. Un divario che racconta una fase di transizione in cui l’interesse supera la capacità di applicazione concreta.

A presentare la Ricerca, consultabile su ruralhack.org, Maria Carmela Serluca – Assessore Agricoltura Regione Campania, Alex Giordano – Direttore Scientifico Rural Hack, Fabiana Mango – Ricercatrice Rural Hack, Maria Teresa Del Giudice – Prof.ssa di Economia Agraria, Università degli Studi di Napoli Federico II, Luciano Daponte – Dirigente Regione Campania, Tommaso Luongo – Presidente AIS Campania, Daniela Mastroberardino – Presidente Nazionale Associazione Le Donne del Vino, Gilda Guida Martusciello – Delegata Campania.

Il report sulle Donne del Vino è arricchito dai contributi originali delle scrittrici campane Maria Rosaria Selo e Mara Fortuna, che offrono uno sguardo sensibile e profondamente radicato sul rapporto tra donne, vino e territorio. I loro testi non accompagnano semplicemente l’analisi, ma ne ampliano il significato, restituendo una dimensione narrativa e culturale che consente di leggere i dati alla luce di una memoria viva e di una trasformazione in atto. Il Report evidenzia inoltre come la digitalizzazione sia già diffusa nelle attività di comunicazione: il 91% delle imprese dispone di un sito web e l’84% utilizza i social media. Tuttavia, resta ancora limitata l’integrazione nei processi interni e nei canali di vendita digitale, segnalando una trasformazione non ancora completa.

Accanto al digitale, emerge con forza il tema della sostenibilità, già ampiamente integrata nei modelli produttivi. Il 66% delle imprese registra una riduzione degli impatti ambientali, il 59% una diminuzione dei costi e il 41% un aumento della produttività. Un dato che conferma come la sostenibilità non sia più un obiettivo, ma una pratica già consolidata e capace di generare valore economico.

Il principale ostacolo alla trasformazione resta però il tema delle competenze: il 53% delle imprese individua nella mancanza di competenze interne il limite più rilevante, mentre il 75% indica nella formazione la priorità per il futuro. Un ulteriore elemento critico riguarda la governance del digitale: il 47% delle aziende non dispone di una figura dedicata, segnalando una gestione ancora non strutturata dell’innovazione. Nel complesso, il report sulle Donne del Vino restituisce l’immagine di un comparto già attivo e consapevole, in cui le Donne del Vino rappresentano una delle componenti più dinamiche del sistema vitivinicolo campano.

Il lavoro realizzato da Rural Hack non si limita a fotografare lo stato dell’arte, ma propone una chiave di lettura delle trasformazioni in corso, evidenziando la necessità di rafforzare i percorsi di accompagnamento alle imprese, attraverso formazione, sviluppo di competenze e modelli organizzativi più strutturati. La sfida non è introdurre nuove tecnologie, ma costruire le condizioni affinché possano essere integrate in modo coerente con l’identità dei territori. Rural Hack, task force del Societing Lab, è diretto dal professor Alex Giordano e opera nell’ambito delle attività del CeSMA Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati dell’Università di Napoli Federico II.

 

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