Autonomia differenziata e Mezzogiorno, De Luca contro il progetto di Salvini

Affondo del Governatore della Campania contro la proposta della Lega e in difesa della propria: «Io e lui abbiamo in testa due idee diverse di federalismo»

Il Presidente della Campania, Vincenzo De Luca, è intervenuto sul tema della Autonomia differenziata e sul Mezzogiorno prendendo le distanze dal progetto della Lega. Nel corso della consueta diretta su Facebook del venerdì, il Governatore ha rivendicato l’utilità e la validità del proprio programma di autonomia differenziata «per un Mezzogiorno pronto alla sfida su efficienza e competitività», spiegando che la proposta del Carroccio in comune ha solo il titolo. «L’autonomia differenziata che ha in testa l’onorevole Salvini è una prospettiva di suicidio per il Sud», ha affermato testualmente.

Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania durante il suo videomessaggio

«L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA CHE NON VOGLIAMO E IL PREZZO PER IL MEZZOGIORNO». Il presidente della Campania ha ricordato che l’autonomia differenziata richiesta dalla sua Amministrazione «è cosa diversa». Personalmente «ho in testa il decentramento dei poteri e la sburocratizzazione dell’Italia intera», ha puntualizzato, mentre «l’onorevole Salvini ha in testa due altre cose completamente diverse e contro le quali sto combattendo io da solo», ha proseguito. «La prima cosa che ha in testa è questa: distribuire alle Regioni una quota fissa delle entrate fiscali dello Stato», cioé «l’Iva che matura in un territorio dev’essere lasciata per il 10% alle Regioni». Questo significa, ha spiegato «che le Regioni ricche avranno miliardi, le regioni povere sprofonderanno nella depressione. Io credo che per chi vive nel Sud questa sia una prospettiva di suicidio e dunque sento il dovere di avvertire i miei concittadini di fare attenzione. Se prevale quella prospettiva il risultato sarà l’attribuzione di una percentuale fissa delle entrate statali al Nord. Io sono nettamente contrario». De Luca ha calato questo parametro di redistribuzione fiscale su un piano pratico, facendo degli esempi. «Quel tipo di autonomia differenziata può significare un’altra cosa per noi e per il Mezzogiorno mortale: per esempio gli stipendi da dare a medici, infermieri e personale amministrativo nella sanità possono essere differenziati anche per regioni, cioè le Regioni possono fare contratti integrativi per dipendenti della sanità pubblica. Anche questa sarebbe una prospettiva di suicidio per il Sud». In questo scenario, ha concluso, «le Regioni ricche avrebbero la possibilità di garantire stipendi doppi, con il risultato della fuga anche dei medici dal Sud al Nord, oltre che dei giovani». 

«L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA DANNEGGIA IL SUD E L’ITALIA», MONITO DEI VESCOVI A BENEVENTO. L’intervento del Governatore segue l’incontro dei Vescovi delle “Aree interne” a cui hanno partecipato oltre 30 presuli provenienti da 12 Regioni per approfondire il tema della Autonomia differenziata, respinta come proposta inaccettabile. «L’Autonomia differenziata danneggia il Sud e l’Italia: non farebbe altro che accrescere le diseguaglianze». Per questo, «chiediamo alla politica interventi seri, concreti, intelligenti, ispirati da una progettualità prospettica, non viziata da angusti interessi o tornaconti elettorali». Questo è il monito pronunciato dai Vescovi delle Aree interne, riuniti a Benevento in risposta ad una richiesta del Papa Francesco.


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