Maura Sarno (M5s): Biodigestore a Chianche, fermatevi

La una nota della candidata del Movimento 5 Stelle al consiglio regionale che interviene per segnalare l'impatto negativo che l'impianto avrebbe per il settore vitivinicolo nell'area del Greco di Tufo

Con una nota la candidata al consiglio regionale Maura Sarno (M5s) interviene per chiedere un supplemento di riflessione sulla ubicazione a Chianche del Biodigestore, in queste ore avallata dall’alto Rifiuti di Avellino. Maura Sarno richiama l’attenzione delle istituzioni locali sul «momento storico già così difficile per l’intero comparto del vino», ritenendo negativo l’impatto dell’impianto e delle infrastrutture che dovranno supportarlo. Di seguito la lettera aperta di Maura Sarno (M5s).


Auspico che la scelta di Chianche per il Biodigestore non sia definitiva

di Maura Sarno | Candidata al Consiglio regionale – Movimento 5 Stelle

Maura Sarno

Alle Istituzioni regionali e provinciali preposte rivolgo un invito alla responsabilità, perché la scelta di realizzare un impianto industriale di trattamento dei rifiuti solidi urbani a Chianche non sia definitiva, ma che vengano riconsiderate le motivazioni territoriali e ambientali e non ultime quelle di carattere economico e sociale. Chiedo, pertanto, di rivedere con urgenza la scelta appena fatta, perché essa non ha motivi di compatibilità territoriale né tiene in considerazione il contesto di sviluppo economico che si è generato negli ultimi decenni grazie al lavoro di tanti viticoltori. Un’area di pregio vitivinicola come quella del Greco di Tufo non può e non deve diventare il luogo dove realizzare la filiera della “monnezza”. Non permetteremo l’introduzione dei rifiuti nelle nostre campagne ricche di storia e di tradizione. Alla costruzione dell’impianto industriale dovrà seguire la realizzazione di infrastrutture che mancano, al fine di dotare il sito di Chianche anche di una rete logistica a esso funzionale che, al momento, risulta assente, ma che con la sua costruzione andrà a snaturare una volta per sempre tutta la sua vocazione agricola originaria che, con impegno e dedizione, gli operatori del settore hanno costituito nel tempo, nel rispetto della natura fino a farlo diventare elemento di traino dell’economia locale. In un momento storico già così difficile per l’intero comparto del vino, a causa delle importanti restrizioni commerciali registrate dall’epidemia da Covid-19, questa infelice scelta di posizionare un Biodigestore nelle terre “DOCG” del Greco di Tufo significherebbe letteralmente distruggere questo settore strategico dell’economia irpina con ovvie conseguenze negative che si abbatterebbero sull’intera filiera enologica sulla quale i nostri territori hanno scommesso il loro sviluppo socio-economico e quindi il futuro delle sue prossime generazioni. Evitiamo, dunque, ai vini di pregio della nostra amata terra e allo sviluppo di questi territori di ricevere il colpo di grazia e chiediamo alla Regione Campania e all’ATO di Avellino, l’Ente d’Ambito per il servizio della gestione integrata dei rifiuti urbani, di non convalidare la scelta appena fatta e di valutare altre e migliori soluzioni, nella convinzione che non difendere gli interessi di un popolo e il futuro di un intero settore trainante dell’economia sarebbe la fine della politica e dell’autonomia istituzionale della Regione Campania e dei suoi Enti provinciali.


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