Speranza di un vaccino contro il coronavirus entro l’anno

Il contratto sottoscritto da Italia, Germania, Francia e Olanda con AstraZeneca consente la distribuzione della prima tranche di dosi tra pochi mesi. Attesa per il via libera della Agenzia del Farmaco

Da qualche ora c’è la concreta speranza di un vaccino contro il coronavirus entro l’anno. L’annuncio del Ministro della Salute Roberto Speranza nella giornata inaugurale degli Stati Generali dell’Economia, «Progettiamo il Rilancio» suscita attese.

Speranza di un vaccino contro il coronavirus entro l’anno

C’è un accordo per avere nell’ultimo quadrimestre dell’anno il vaccino di Oxford contro il coronavirus. Lo hanno sottoscritto i governi di Italia, Germania, Francia e Olanda, alleati da mesi nell’obiettivo comune di arrivare ad una cura preventiva, ad un antidoto. Il contratto con AstraZeneca stabilisce la fornitura fino a 400 milioni di dosi di vaccino da destinare a tutta la popolazione europea. «Il vaccino lo paga lo Stato, verrà distribuito gratis a cominciare dalle classi più a rischio», ha dichiarato il Ministro Roberto Speranza, intervistato dal Corriere della Sera.

Robero Speranza, Ministro della Salute

Il vaccino di cui si parla non è ancora una compiuta certezza, ma una valida speranza. Sperimentato fin dall’inizio di aprile sull’uomo, attende il via libera dell’Agenzia europea del farmaco. Sul piano scientifico anche l’Italia sta dando un apporto allo sviluppo di questa risorsa contro il Covid-19, attraverso diverse realtà operative come la Irbm di Pomezia. «L’impegno prevede che il percorso di sperimentazione, già in stato avanzato, si concluda in autunno con la distribuzione della prima tranche di dosi entro la fine dell’anno», ha spiegato il Ministro della Salute sul suo profilo Facebook. «Con la firma di oggi arriva un primo promettente passo avanti per l’Italia e per l’Europa», aggiunge Speranza, che sottolinea quelli che per lui sono due capisaldi: «Il vaccino è l’unica soluzione definitiva al Covid 19» e «per me andrà sempre considerato un bene pubblico globale, diritto di tutti, non privilegio di pochi».

ABBATTERE LA BARRIERA DEL DISTANZIAMENTO SOCIALE. Se il candidato vaccino supererà tutte le ulteriori prove scientifiche, se effettivamente sarà distribuito e utilizzato con efficacia, libererà l’umanità da un incubo. In questi mesi il coronavirus non ha minato ‘soltanto’ la salute, l’economia e lo stile di vita delle persone, ma ha diviso l’umanità, atomizzandola, rendendo rischiosa perfino una stretta di mano. Il coronavirus è un potenziale disgregatore dell’ordine sociale in tutto il mondo, a prescindere da credo religioso, politico, ceto, età, sesso o cultura.


Ricercatori

ASTRAZENECA. AstraZeneca ha annunciato il 30 marzo scorso il proprio impegno «a livello globale per supportare attraverso mezzi e strumenti concreti gli Ospedali e il personale medico e infermieristico che sta fronteggiando l’emergenza COVID-19». La AstraZeneca, azienda biofarmaceutica globale, è impegnata nella ricerca e commercializzazione di farmaci etici in oncologia, respiratorio, cardiovascolare, renale e metabolico. «Fin dall’inizio della pandemia, sulla scorta dell’esperienza condivisa dai colleghi di AstraZeneca Cina che per primi hanno affrontato l’emergenza», l’AstraZeneca «ha concentrato i suoi interventi su donazioni alle organizzazioni sanitarie, sia in termini di contributi finanziari sia in termini di medicinali e dispositivi di protezione individuale».

IRBM DI POEZIA. L’IRBM Science Park SpA è una società italiana, fondata nel 2009 a Pomezia, operante nel settore della biotecnologia molecolare, della scienza biomedicale e della chimica organica. Una delle maggiori aree di ricerca dell’Istituto è la scoperta di nuovi farmaci nelle aree terapeutiche della neurodegenerazione, dell’oncologia e delle malattie infettive e parassitarie. Nei laboratori dell’IRBM, i ricercatori della società partecipata Advent hanno messo a punto il vaccino italiano anti-ebola, il cui brevetto è stato acquistato nel 2013 dalla società britannica Gsk.


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