La Sanità torna alla Campania: via libera dalla Conferenza Stato Regioni

APPROVATO IL PIANO 2019-21 CHE STABILISCE LE MODALITÀ DELL'USCITA DAL REGIME SPECIALE: ORA TOCCA AL CONSIGLIO DEI MINISTRI. Avallato il programma presentato dalla Giunta regionale, che aveva preso atto dell'ultimo adempimento commissariale: continuità sul rigore dei conti e miglioramento dei livelli di assistenza gli obiettivi strategici. I contenuti della strategia

Stabilizzazione dei precari della Sanità tra gli obiettivi in Campania dopo l'uscita dal commissariamento durato un decennio

La Sanità torna alla Campania. Via libera dalla conferenza Stato Regioni, che ora trasmette gli atti al Consiglio dei Ministri per la definitiva approvazione. Il parere del consesso è stato positivo, alla luce del “Piano 2019-21” per l’uscita dal commissariamento, approvato dalla struttura commissariale nei giorni scorsi e ratificato (con presa d’atto) dalla Giunta Regionale della Campania. Mancano a questo punto pochi giorni, se non domani, la prossima settimana per mettere fine al regime speciale decretato nel 2007. «Abbiamo centrato un obiettivo di immenso valore, dopo 10 anni di commissariamento rientriamo nella gestione ordinaria», ha dichiarato alle agenzie di stampa il Governatore Vincenzo De Luca, rivendicando «un lavoro straordinario di risanamento finanziario e di avanzamento dei livelli essenziali di assistenza».

LA SANITÀ TORNA ALLA CAMPANIA: ECCO L’ITER. Approvato dal Commissario per il Piano di Rientro il Piano triennale 2019-21 che programma sul piano finanziario, organizzativo e normativo il Servizio Sanitario Regionale sotto la responsabilita della giunta e del consiglio. Dentro questo piano si riuniscono le azioni fondamentali che segnano il passaggio del testimone dai Ministeri dell’Economia e della Salute al Governo della Campania.  L’Esecutivo ha preso atto della programmazione triennale decretata dal Commissario Vincenzo De Luca in accordo con i Ministeri Vigilanti. Ora, attraverso l’ultimo passaggio nella Conferenza Stato Regioni, manca solo la deliberazione del Consiglio dei Ministri per la restituzione dei poteri ordinari.

LA SANITÀ TORNA ALLA CAMPANIA: COSA DICE IL PIANO 2019-21. Il Piano triennale 2019-2021 di sviluppo e riqualificazione del Servizio Sanitario Campano (ex art. 2, comma 88, della Legge 23 dicembre 2009, n. 191) «definisce il percorso volto a condurre alla gestione ordinaria la sanità regionale, attraverso l’uscita dal commissariamento e l’individuazione delle direttrici fondamentali di sviluppo e qualificazione a cui attenersi», si legge nel provvedimento, che è stato inoltrato al Ministro degli Affari Regionali e Autonomie ed alla Conferenza delle Regioni e Province Autonome «per l’acquisizione del parere previsto (dall’art. 2, comma 78, della legge 23 dicembre 2009, n. 191), e per la successiva approvazione da parte del Consiglio dei Ministri (ai sensi dell’art. 2, comma 79, della legge 23 dicembre 2009, n. 191). Il deliberato è stato inoltre trasmesso al Ministro dell’Economia e delle Finanze e al Ministro della Salute, cioé ai Dicasteri che negli ultimi dodici anni hanno svolto funzioni di vigilanza.

LA SANITÀ TORNA ALLA CAMPANIA: CONTI SOTTO CONTROLLO. Il Piano realizza il modello di sviluppo e di riqualificazione del Servizio Sanitario Regionale, esplicitando “l’avvio di un percorso che conduce gradualmente la Regione Campania a riportare al suo interno i poteri di programmazione sanitaria, attraverso l’uscita dal commissariamento. La Regione Campania ha trasmesso la proposta di riorganizzazione della Rete Ospedaliera dell’Emergenza Urgenza “in adesione al D.M. n. 70/2015, nel rispetto degli standard nazionali”, come da disposizioni dei Ministeri affiancanti in sede di Tavolo Tecnico per la verifica degli adempimenti regionali con il Comitato Permanente per la verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza. Il Piano rappresenta la garanzia che “nel triennio 2019-2021 la Regione Campania intende proseguire nel modello di verifica e controllo trimestrale, così come condotto finora dai Ministeri affiancanti, per uno stretto monitoraggio degli indicatori economico- finanziari e sanitari, facendo proprio il sistema finora condiviso con i Ministeri, con uguale rigore metodologico e periodicità prestabilita”.

LA SANITÀ TORNA ALLA CAMPANIA: MIGLIORAMENTO ULTERIORE DEI LIVELLI DI ASSISTENZA. I principi ispiratori del Piano, “predisposto nel 40’ anniversario della istituzione del Servizio Sanitario Nazionale”, si ricordanel provvedimento, sono rappresentati da forti valori fondanti, quali “universalità e solidarietà, resi coerenti con l’attuale situazione epidemiologica regionale, orientata a nuovi bisogni e supportata da nuove offerte assistenziali, soddisfacendo nuovi indicatori di qualità, e rimanendo nell’alveo del contenimento e del rigore della gestione economica – finanziaria già dimostrati”. Ecco i driver fondamentali su cui sviluppare la sanità campana nel prossimo triennio 2019-2021, i capitoli principali: Mantenimento dell’equilibrio economico; Miglioramento della qualità dell’assistenza (verificata attraverso adempimenti LEA, griglia LEA, Piano esiti e tutti gli indicatori di performance previsti a livello nazionale); Equità, omogeneità, garanzia dell’accesso alle cure; Informatizzazione e costruzione delle reti assistenziali; Riorientamento dell’assistenza nella dimensione territoriale ed intermedia; Ammodernamento tecnologico ed edilizio; Arruolamento e formazione continua del personale; Riduzione della mobilità passiva.

LA SANITÀ TORNA ALLA CAMPANIA: APPROVATO IL PIANO REGIONALE RETI DI ASSISTENZA SANITARIA TERRITORIALE 2019-21, NASCE IL PROGETTO SALUTE. Nel triennio la Regione Campania si impegna a mettere in equilibrio il rapporto tra ospedali e assistenza territoriale, tra acuzie e cronicità, rendendo operativo un Piano Territoriale Sanitario che su affianca e completa quello ospedaliero. “Il Piano, pertanto, “mette in atto azioni fortemente innovative, finalizzate ad affrontare le nuove sfide che attendono l’assistenza territoriale nei prossimi anni” per rispondere alla “nuova domanda di salute e per fondare nuovi profili di sostenibilità economica e di controllo dei costi del sistema sanitario”. In questo quadro la sfida: il nuovo Piano Territoriale si pone “in una ottica del tutto nuova e coerente con tutti i cambiamenti cui stiamo assistendo, sul versante demografico, epidemiologico, legislativo, economico e culturale, e quindi, sul versante sanitario, trasformandosi, pertanto, rispetto al precedente Piano, da atto programmatico per le Aziende Sanitarie in Progetto di Salute condiviso e attuato in modo sinergico e interattivo”.

IL PROGETTO SALUTE. Obiettivi del Progetto Salute sono: la riprogrammazione della centralità del Distretto Sanitario; la riprogettazione delle cure primarie e del ruolo del Medico Medicina Generale e dello specialista ambulatoriale; la attivazione di diverse configurazioni di strutture sanitarie e sociosanitarie intermedie fra ospedale e domicilio; la messa in atto dei Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) e i percorsi di cura personalizzati; una più intensa alleanza pubblico-privato; il potenziamento degli attuali sistemi informativi e digitali, nonché della telemedicina a domicilio; la definizione dei fabbisogni dell’offerta pubblica e privata accreditata, delle tariffe, nonché degli interventi di edilizia sanitaria programmati; il ruolo delle reti assistenziali in particolare di quelle connesse alle malattie croniche. Di seguito il Piano Triennale scaricabile in pdf. In questa sede si propone un breve stralcio riguardante l’obiettivo finale della Sanita campana nel prossimo triennio: mettere il paziente al centro del sistema di assistenza.


IL PIANO TRIENNALE | Scarica il documento in formato pdf

Di seguito l’obiettivo del Piano Triennale 2019-2021 di Sviluppo e Riqualificazione del Servizio Sanitario Campania ex art.2, comma 88, della Legge 23 dicembre 2009, n.191: «Il paziente al centro del SSR». Ecco il testo.

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Il nuovo paradigma intorno al quale ruota l’intero Piano 2019-2021 è costituito dal “Paziente al Centro del Sistema”, paziente/cittadino che diventa il fattore chiave per migliorare l’intero sistema sanitario regionale. L’assistenza centrata sul paziente significa rispetto e attenzione ai suoi bisogni, ai suoi valori a garanzia delle decisioni cliniche prese in suo favore. Solo seguendo questo modello e programmando il sistema intorno al paziente, la Regione Campania consoliderà percorsi di prevenzione, cura e riabilitazione che rispettino l’interesse di salute del paziente, capaci di esprimersi nel tempo come miglioramento di outcome in termini di qualità di vita, sopravvivenza, accompagnandosi per l’amministrazione ad una appropriatezza di spesa ed un costante equilibrio finanziario. Questo presupposto richiede un complessivo riorientamento di condizioni organizzative, dotazioni tecnologiche e logistiche, azioni di monitoraggio e valutazione che saranno coerenti ed efficaci, pur nei diversi setting e nelle multiformi complessità, solo se avranno tutte, al centro, il paziente.

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“Il paziente al centro” non è una scelta di maniera o solo una proclamazione di intenti ma costituisce il presupposto per un impianto di sistema strutturato e ridisegnato con coerenza e corrispondenza, e deve essere riproposto in tutte le determinazioni e gli atti che la Regione Campania assumerà d’ora in poi, a partire dall’individuazione dei propri obiettivi, a cascata calati sulle Dirigenze aziendali chiamate alla operatività. Il cambio di paradigma appare tuttavia una necessità di sistema, anche a livello nazionale, necessario per affrontare le sfide che si profilano per l’intero SSN, derivate dalle transizioni in corso. E’ sempre più evidente infatti che anche nel Sistema Sanitario Nazionale c’è un mutamento di prospettiva: da una focalizzazione di programmazione basata sulle strutture fisiche (ospedali, ambulatori, etc.) si procede da più parti verso modelli basati su percorsi, continuità dell’assistenza, orientati a gruppi di patologie. Di fronte al fenomeno ormai pluriennale delle risorse finanziarie stanziate per il Welfare, che vedono quelle dedicate al SSN in lento ma costante decremento (sono scivolate dal 24% della spesa totale nel 2010 al 21,9% nel 2016, mentre la spesa assistenziale passa dall’8% del 2010 al 10% del 2016), la forte spinta della spesa per long-term care (LTC), che comprende tutte le forme di cura della persona e di assistenza sanitaria e gli interventi di cura domestica associati di natura continuativa, richiede necessariamente interventi di natura riorganizzativa. In questo quadro di contingentamento delle risorse disponibili, emergono crescenti criticità nell’accesso ai servizi di fronte alle transizioni in corso nel panorama sanitario campano che hanno generato un disequilibrio di sistema:

      • La transizione demografica con un quadro epidemiologico in cambiamento per la crescita costante dell’età media degli italiani e dei campani, con un progressivo incremento delle cronicità anche per patologie prima circoscritte all’ambito delle acuzie (come ad esempio alcune malattie infettive o quelle oncologiche), non accompagnato ad un miglioramento della qualità di vita;
      • La transizione tecnologica con l’immissione continua sul mercato di farmaci, tecnologie e dispositivi diagnostici e terapeutici sempre più costosi, seppure efficaci, che necessitano di stringenti procedure di HTA per la valorizzazione dell’impatto di efficacia e della concomitante sostenibilità del sistema;
      • La transizione informatica, anello indispensabile di congiunzione dei sistemi nel SSR, ancora in perfezionamento e in valorizzazione per il necessario utilizzo quotidiano nei processi di programmazione e di management e per un accesso fruibile del cittadino.
Il Governatore all’Ospedale del Mare di Napoli
    • La reingegnerizzazione del SSR deve dunque tener conto delle tipologie di pazienti che richiederanno servizi e prestazioni nel prossimo futuro e delle mutazioni delle infrastrutture di sistema che contestualmente dovranno sorreggerne lo sviluppo. È con questa premessa che va letto e interpretato il presente Piano, nel quale ogni cittadino troverà la propria collocazione nel SSR e la risposta ai propri bisogni, ricostruita in processi di cura predefiniti, rispondenti alle più moderne evidenze scientifiche, arricchiti di multidisciplinarietà e multidimensionalità tali da rendere efficiente ma praticabile il sistema. In tale sistema le reti professionali, cliniche, assistenziali, diagnostiche e terapeutiche sono la base su cui progredire e risanare, per voltare pagina e riprendersi una capacità di programmare il proprio futuro, nella certezza di poter esercitare le scelte a cui un governo regionale è chiamato per propria natura e per mandato conferito dal popolo stesso. E per la tipologia della popolazione a cui rispondere, si privilegia la difesa del principio universalistico di questo SSR, coniugato alla progressione nella innovazione per contrastare viaggi della speranza (o peggio il fenomeno della mobilità passiva) e alla capacità di gestire l’inesorabile invecchiamento che appesantisce il welfare e le famiglie. “Il paziente al centro” diventa una modalità di pensiero, diventa la via d’uscita ai problemi ed ai quesiti quotidiani, diventa mood aggregatore universale. Le classificazioni che seguono sono state prescelte proprio in considerazione delle diverse tipologie di pazienti che affollano le nostre strutture e che vengono accolte in quanto orientate dal problema e non dal luogo di esercizio sanitario. Aggregazioni di problematicità permettono una ricostruzione di attività per complessità e intensità di cure, più che per monospecialità, dal momento che siamo convinti che la medicina non è un’arte solitaria ma da professare in team.

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