IIA, De Palma: tra Mise e Karsan trattativa al buio

Il Segretario della Fiom nazionale esprime forte rammarico per la mancanza di informazioni da parte dell'azienda e del Governo al lavoro sul riassetto industriale. "Prima di esprimere giudizi", attende gli atti formali.

“La compagine societaria della IIA ha scelto di non interagire nell’immediato con le segreterie sindacali nazionali. Noi comunque continueremo a seguire la vicenda come abbiamo fatto da diversi anni nell’interesse dei lavoratori”. A parlare Michele De Palma, segretario nazionale Fiom, che parla di trattativa al buio.

Nessuna nuova dopo lo stop and go di Antonio Bene ieri in Valle Ufita. “Noi non siamo informati quasi di nulla. Abbiamo seguito la vertenza, abbiamo presidiato fuori le sedi che contano a Roma rischiando pure e non conosciamo nulla. Ci aspettavamo tutto andasse diversamente perchè così dapprima ci era stato riferito. Ad oggi abbiamo una situazione diversa. Ad ogni modo non voglio esprimere giudizi. Non ho documenti o informazioni formali rispetto alle quali potermi pronunciare. Il Governo e la società si sono assunti delle responsabilità”.

Industria Italiana Autobus

A gennaio con molta probabilità non si rientra a lavoro. Almeno per i pochi che sono nello stabilimento in questi giorni. Intanto a livello di mercato il settore dell’autobus si rivela trainante e registra un segno “più”. Dove leader indiscusso è Iveco e IIA “tiene” (secondo un’autorevole testata di settore). E la discretissima Solaris, romana e a conduzione familiare, spinge duro sull’elettrico.

La produzione di autobus registra “più 48,3 per cento rispetto al 2017. Un vero boom, un boato che si è fatto sentire, e che ha avuto pesanti ripercussioni sui siti produttivi europei. Siti che sono stati messi alla frusta perché incapaci di evadere gli ordini”. Così l’analisi del mercato produttivo italiano da parte della testata di settore Autobusweb. Qui l’IIA ha piazzato “sul mercato 257 Classe I, rimanendo sulle stessa performance del 2017”.

Il settore vola e presenta tutte le premesse per una continua ascesa forte del fatto che occorrerà sposare la rivoluzione elettrica. A giocare a sfavore dell’IIA una mole di debiti che, secondo i beninformati, negli ultimi tempi sarebbero cresciuti. Una situazione di non facile disbrigo. E sulla quale avanza il silenzio da parte delle istituzioni.

Ancora De Palma aggiunge: “Qualcosa non funziona. Ci sono troppi elementi da affrontare. Innanzitutto la situazione degli ammortizzatori sociali. Non ricevere informazioni e chiarezza in questo momento è deleterio per il Paese”.

Dall’analisi generale del settore leggiamo circa “la possibile uscita di scena di IIA” che potrebbe essere un elemento positivo per altre aziende del comparto. Quindi la situazione che si dice “transitoria”, lascia immaginare i più svariati esiti. Ma tutti, a questo punto, pretendono e hanno diritto di sapere.

Venerdì al Ministero dello Sviluppo economico qualcosa potrebbe cambiare, visto che la discussione sugli ammortizzatori sociali potrebbe incrinare il muro della attuale riservatezza.