Da Montevergine ad Assisi, si illumina il Presepe della Pace

Nel giorno dell’Immacolata ad Assisi le bandiere palestinesi ed israeliane spuntano dalla culla del Bambinello, nel Presepe proveniente dal Santuario del Partenio

Un messaggio di pace, dialogo e fraternità in Medio Oriente dalla piazza inferiore della Basilica di San Francesco d’Assisi in occasione dell’accensione e della benedizione dell’albero di Natale e del Presepe sabato mattina 8 dicembre.

Il presepe di Montevergine allestito a Roma nel 2017

Al cospetto del presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, del custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti, e della fondatrice della Fondazione Beresheet LaShalom, Angelica Calo Livnè, a dare corpo a questa alleanza oltre ogni divisione tra i Popoli saranno le statue dell’arte presepiale di Montevergine, sistemate nella piazza inferiore di San Francesco. è stato installato in quest’area un presepe di circa 100 metri quadri, dedicato alle opere di misericordia e al dialogo in Terra Santa che arriva dall’Abbazia di Montevergine. Lo compongono 18 pastori in terracotta di due metri. Nella culla sono state poste le bandiere di Israele e Palestina, simbolo di comunione per l’Umanità. Non mancherà l’immagine della Madonna di Montevergine, sistemata in una edicola all’interno dell’allestimento sacro.

L’Abate di Montevergine, Riccardo Luca Guariglia

L’opera  si compone di diciannove figure, giunte nella tarda mattinata di giovedì ad Assisi a bordo di due tir. Sono state realizzate dalla bottega presepiale Cantone e Costabile di Napoli. Nella piazza inferiore di Assisi sono calate nella scenografia realizzata da Giuseppe Viscardi per la Krea Srl di Rita Servodiddio, impreziosita dal tocco artistico di Pietro Petrosino.

Questo straordinario presepe avellinese verrà inaugurato assieme all’albero di 13 metri, proveniente dal vivaio forestale regionale di Castello del Matese. Addobbato con 40 mila luci a led, è stato offerto dalla Regione Campania, che già lo scorso 4 ottobre ha donato l’olio per l’accensione della lampada di San Francesco. All’interno del Chiostro del Sacro Convento è stata allestita una mostra, curata dall’architetto Marco Capasso, composta da 14 scene della tradizione presepiale napoletana. Ad inaugurare le preziose statue del Presepe di Montevergine con il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Gualtiero Bassetti, ci saranno l’Abate Ordinario di Montevergine, padre Riccardo Luca Guariglia, la Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, l’Assessore al Turismo della Regione Campania, Corrado Matera, il Presidente della VIII Commissione Regionale della Campania, Maurizio Petracca, il cofondatore della Fondazione Beresheet LaShalom,Yeuda Calo Livnè, i referenti dell’Associazione Presepistica Napoletana e dell’Associazione Italiana Amici del Presepio di Napoli.

Il Presepe ad Assisi

Parteciperanno alle 17 alla Santa Messa nella Basilica Inferiore presieduta dal Presidente della CEI. Al termine della celebrazione, alle 18.30, la cerimonia di accensione e benedizione aperta dal direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, durante la quale ci saranno le testimonianze di giovani israeliani e palestinesi provenienti dalle terre del conflitto Israelo-Palestinese: Ori Ben Horin, Shireen Jayousi e Juan Shehade.

Non mancheranno i canti tradizionali natalizi. Durante la cerimonia si esibirà il coro di voci bianche composto da 200 alunni dell’Istituto Comprensivo Assisi 1 della Scuola primaria Rivotorto e della Scuola primaria Sant’Antonio e della Scuola secondaria Frate Francesco, diretto da Giulia Maccabei e accompagnato al pianoforte dal maestro Emiliano Piermatti.

L’immagine della Madonna di Montevergine in piazza San Pietro il 7 dicembre del 2017

MAMMA SCHIAVONA IN PIAZZA SAN PIETRO. Un anno fa l’esposizione in Piazza San Pietro. Nel pomeriggio del 7 dicembre 2017, in piazza San Pietro, è stato presentato ed illuminato il Presepe della Misericordia. Così viene descritto nel portale del Santuario.  «Collocato al centro della piazza, accanto all’obelisco che, un tempo, era nel circo di Nerone, era ispirato alle linee cardine della tradizione napoletana e campana: i volti, le mani ed i piedi delle figure presepiali, realizzate dalla bottega Cantone e Costabile di Napoli, sono in terracotta dipinta, e gli occhi in vetro», si legge.

«Le dimensioni dei personaggi raggiungono i due metri di altezza; particolarmente estesa è anche la scenografia, opera di Giuseppe Viscardi, dominata dalle rovine di un tempio classico, con volta a cupola, una tipologia definita che rimanda ad opere tra le quali menzioniamo, ad esempio, la nota rappresentazione presepiale di Giovan Battista Polidoro (secc. XVIII-XIX)». Un’opera in linea con la tradizione, si spiega: «Come nei presepi napoletani settecenteschi, l’edificio diroccato assurge a simbolo degli antichi culti pagani che si disgregano di fronte al Verbo incarnato. Sullo sfondo vuoto, emerge, come in un ideale completamento della scenografia, in tutta la sua magnificenza, la basilica di San Pietro, che rappresenta il Tempio Nuovo, simbolo di Cristo e della Chiesa Universale». E poi, «collocata nel mezzo dell’allestimento è la Sacra Famiglia, fulcro di tutta quanta la composizione». In questa cornice, «la Madonna diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo” (Lc 2,7). Con queste parole, l’evangelista Luca ci proietta in quella che è la notte dei tempi, in cui Gesù venne alla luce in una semplice mangiatoia, ai confini del mondo allora conosciuto. Da quel giaciglio il Signore si è fatto portatore del mesaggio di Amore, Umiltà, Speranza. Egli è il fondamento del mistero universale della Salvezza».