Entro il 5 luglio dovranno essere candidati i progetti relativi all’adeguamento e messa in sicurezza degli edifici che ospitano attività scolastica. Si tratta di una opportunità decisiva in Campania soprattutto per la città di Avellino, che da alcuni anni subisce sequestri preventivi e chiusure forzate di scuole risultate ai controlli non in linea con le norme anti-sismiche.

Entra nella fase operativa il Piano Triennale di Edilizia Scolastica 2018-20 della Regione Campania, dopo la avvenuta pubblicazione sul Burc di lunedì dell’avviso pubblico per “l’individuazione del fabbisogno regionale degli interventi necessari alla messa in sicurezza degli edifici scolastici”, si legge in una nota.

Gli uffici avellinesi del Provveditorato agli Studi, l’Ufficio Scolastico Regionale

“Oggi parte un programma di oltre 200 milioni di euro di interventi per mettere al sicuro tante nostre scuole. È un grande investimento di civiltà, che vuol dire anche lavoro e crescita economica grazie alle centinaia di cantieri che saranno aperti”, ha dichiarato in un comunicato il presidente della Regione Vincenzo De Luca. “Gli uffici della Regione sono attivati per velocizzare tutte le procedure burocratiche, fornendo tutti i supporti necessari agli enti locali. Per accelerare l’apertura dei cantieri e finanziare il numero massimo di interventi, abbiamo integrato le risorse ministeriali con i fondi europei del Por Campania. Le risorse per l’edilizia scolastica che stanziamo grazie al provvedimento di oggi vanno ad aggiungersi a quelle già stanziate a partire dal 2015: 200 milioni di euro per 112 progetti di messa in sicurezza, adeguamento antisismico e nuove costruzioni, sblocco di 46 milioni per completare 128 interventi del Por 2007/13, 2.2 milioni per l’emergenza scolastica in provincia di Caserta e il bando aperto con 28.8 milioni di euro per nidi e micro-nidi. Con un grande sforzo operativo, stiamo recuperando ritardi decennali, parlando il linguaggio dei fatti concreti”, conclude De Luca.

Il Capoluogo vive una situazione di emergenza, che ha coinvolto in breve tempo, tra gli altri istituti, la scuola media «Enrico Cocchia» e i Licei artistico e scientifico «De Luca» e «Mancini».

La sede storica del Liceo Scientifico PS Mancini di Avellino

Si tratta di un tema delicatissimo, ad oltre 37 anni dal terremoto del 23 novembre 1980, complicato dalla carenza di risorse degli enti locali, ma anche da una normativa che muta con il succedersi dei fenomeni.

Ad ogni terremoto (solo dal 2000 si ricordano Casamicciola il 21 agosto 2017, Norcia e Umbria il 30 ottobre 2016, Amatrice, Accumoli ed Arquata del Tronto e il comprensorio tra Rieti e Ascoli Piceno il 24 agosto 2016, L’Emilia tra il 27 gennaio e il 29 maggio del 2012, L’Aquila e l’Abruzzo il 6 aprile 2009, San Giuliano di Puglia e Molise il 31 ottobre 2002) segue sempre una revisione delle norme, quasi mai accompagnate da stanziamenti sufficienti a garantire interventi efficaci e tempestivi.

La sede del Liceo Artistico Statale De Luca di Avellino

Con la elezione della nuova amministrazione comunale, l’opportunità dei nuovi fondi consentirà a tutte le istituzioni preposte, dal Provveditorato alla Provincia, di avviare un confronto con la Regione Campania per assumere impegni concreti all’interno di una pianificazione credibile della messa in sicurezza del patrimonio scolastico.