Giulia Cosenza: uscire dalla “cultura del dopo-terremoto”

Il monito della senatrice di FDI in occasione del 42esimo anniversario del sisma in Irpinia e in Campania

La senatrice di FDI Giulia Cosenza lancia un monito in occasione del 42esimo anniversario del terremoto in Irpinia e in Campania: «è necessario uscire dalla ‘cultura del dopo-terremoto’ a 42 anni dall’evento». Citando Guido Dorso, Giulia Cosenza invita il gruppo dirigente e le istituzioni a ricercare la giustizia per un Mezzogiorno che ora deve guardare avanti. «Il Mezzogiorno non ha bisogno di carità, ma di giustizia; non chiede aiuto, ma libertà», scrive citando Dorso nella sua nota. Di seguito il testo.


A 42 anni dal sisma del 1980 è necessario uscire dalla “cultura del dopo terremoto”

Dichiarazioni di Giulia Cosenza | Senatrice Gruppo Fratelli d’Italia

Giulia Cosenza

A 42 anni dal drammatico sisma del 23 novembre 1980 è necessario uscire dalla “cultura del dopo terremoto”. Nel rispetto e nel ricordo della tragedia vissuta dalla comunità del Cratere, è arrivato il tempo di far tesoro degli errori del passato per ricostruire le coscienze della nostra comunità. Il 23 novembre è per tutti gli Irpini una ricorrenza che porta alla memoria quei maledetti 90 secondi, in cui tutta la storia delle nostre comunità cambiò drammaticamente. Rimane, come ogni anno, l’obbligo morale di ricordare le vittime, di ricordare quei gravi momenti e di ricordare i tanti episodi di solidarietà e di eroismo. Ed è anche giusto ricordare che, oltre alle tante vite umane, in quei novanta secondi si perse o comunque si diluì quella orgogliosa identità irpina, per far posto ad una logica di costante ricerca di assistenza calata dall’alto. Il vero dramma del dopo terremoto, al di là degli scempi urbanistici, delle commistioni affaristiche e del depauperamento dei territori, è stato aver modificato le coscienze, prosciugando quella forza interiore tipica delle genti delle aree interne, che non a caso avevano dato i natali a uomini come Guido Dorso che diceva che “il Mezzogiorno non ha bisogno di carità, ma di giustizia; non chiede aiuto, ma libertà”. Purtroppo ancora oggi paghiamo quella modificazione delle menti e delle coscienze e, quindi, l’impegno della attuale classe dirigente deve essere quella di far crescere una mentalità nuova, che riscopra l’orgoglio e la dignità dei migliori figli di queste terre e che – attraverso un rinnovato anelito di libertà e di autodeterminazione – ritorni ad elaborare un pensiero di sviluppo scevro da logiche vetero-assistenziali. Solo così renderemo davvero giustizia ai tanti amici, parenti, concittadini che perdemmo quella tragica notte.


LEGGI ANCHE:

L’Irpinia commemora le vittime del sisma di 42 anni fa con cerimonie e convegni

In Campania i positivi al Covid-19 sono 1.588 (su 11.895 test) con 16 morti

 

 

 

 

 

 

 

 

ARTICOLI CORRELATI