Debito dell’Alto Calore, il Governatore De Luca mette i paletti

ENTRO 10 GIORNI ACCORDO CON ACQUEDOTTO PUGLIESE SUL RIEQUILIBRIO DEGLI IDROPRELIEVI IN ALTA IRPINIA. Il Presidente della Campania a colloquio con i cronisti ad Avellino: Regione al lavoro per realizzare la giusta sostenibilità finanziaria, ecologica e infrastrutturale del sistema idrico. L'affondo: «Gli errori del passato non li pagheranno i nostri figli»

«Gli errori del passato hanno prodotto il debito dell’Alto Calore che non pagheranno i nostri figli». È il messaggio lanciato questa mattina ad Avellino il Governatore Vincenzo De Luca, intervenuto alla seduta inaugurale della Camera di Commercio irpino sannita. La Regione Campania è al lavoro per realizzare la giusta sostenibilità finanziaria, ecologica e infrastrutturale del sistema idrico, ha spiegato.

Vincenzo De Luca, Presidente della Giunta Regionale della Campania

A proposito dell’Alto Calore Servizi spa, azienda gravata da oltre 140 milioni di debito consolidato, De Luca ha chiarito la linea della Regione. “Stiamo cercando delle soluzioni che stiano in piedi”, ha detto testualmente, affermando che non intende accollare al contribuente l’onere di un salvataggio che in passato un’altra amministrazione regionale ha deciso per un’altra azienda in quel momento fortemente in difficoltà. De Luca non intende produrre debiti regionali per pagare quelli frutto di quelle che ha definito “gestioni allegre” con riferimento al passato, perchè “ricadrebbero sui nostri figli”. Il debito della spa Alto Calore riguarda una società che ha meno di vent’anni. Il riferimento di Vincenzo De Luca, quindi, riguarda il periodo di tempo intercorso tra la fine del Consorzio Interprovinciale Alto Calore e l’inizio della nuova gestione, per anni articolata su una società principale, la Servizi, ed una ausiliaria, la Patrimonio & Infrastrutture.

La sede dell’Alto Calore spa

Come si ricorderà, solo il 13 marzo del 2003, ai sensi dell’art. 35 comma 8 della legge del 28 dicembre del 2001 n. 448, il Consorzio si è trasformato in Società per Azioni e ha preso il nome di “Alto Calore Servizi S.p.A.”. Sul piano politico il Governatore – che ha anche citato dicerie su presunte gestioni clientelari – introduce un tema che nelle prossime settimane potrebbe accendere una polemica definitiva sul tema della gestione idrica pubblica, soprattutto se non dovesse raggiungersi l’obiettivo di salvaguardare l’azienda attuale, erede di uno dei primissimi soggetti operativi idrici nati nel Mezzogiorno e in Italia, un tempo glorioso esempio per realtà interregionali sorte successivamente.

ACCORDI CON LA PUGLIA E PNRR. Mentre il Governo prepara per le regioni del Nord un commissariamento delle grandi opere idriche, a fronte della siccità senza precedenti che ha svuotato i fiumi, in Campania il Governatore ha lasciato intendere che il potere centrale sta lasciando scarsi margini sul territorio per operare. Ma se per le infrastrutture questa direzione viene giudicata virtuosa, perchè il Mit produce con le grandi aziende (Ferrovie dello Stato, Anas) accelerazioni che aiutano la soluzione dei problemi, se per la Diga di Campolattaro è la Campania a guidare il progetto, per gli interventi collegati ai fondi del PNRR la centralizzazione esclude ogni iniziativa locale. Quindi, occorre procedere con accordi bilaterali per migliorare la situazione. Uno di questi riguarda un bilanciamento tra Campania e Puglia sullo sfruttamento delle falde e delle fonti idriche irpine, tema su cui ritiene si stia procedendo verso una soluzione raggiungibile entro 10 giorni. Un altro, è una riorganizzazione dei prelievi idrici all’interno della Campania, realizzando una decina di invasi collinari.


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