Depurazione industriale in Irpinia, Fismic intervenga la Provincia

«DOPO IL FALLIMENTO DEL CGS». Il segretario Giuseppe Zaolino annuncia un prossimo incontro con il Presidente Rizieri Buonopane per «rilanciare il progetto della società unica Irpinia Ambiente-Cgs». Le dichiarazioni

Asidep (ex Cgs), un cartello nell'area industriale di Pianodardine della società Asi che si occupa della depurazione
Giuseppe Zaolino, Segretario della Fismic di Avellino

La Fismic intende chiedere alla Amministrazione provinciale di entrare nella gestione della depurazione industriale in Irpinia. Lo scrive in una nota il segretario Giuseppe Zaolino. «È tutto fermo dopo il fallimento del CGS decretato circa un mese fa dal tribunale di Avellino», spiega, riferendo dell’incontro tenuto dal sindacato ad Avellino. «Questa mattina presso la sede della Fismic/Confsal di Avellino si è tenuta una riunione della segreteria provinciale presieduta dal segretario Giuseppe Zaolino, per analizzare la questione e proporre nuove idee».

ADDIO CGS, RESTA IL PROBLEMA DELLA DEPURAZIONE INDUSTRIALE. Al termine della riunione sono state diffuse le seguenti dichiarazioni: «Il fallimento del Cgs è la fotografia di un territorio che non riesce ad affrontare i problemi strutturali come quello della depurazione industriale, indispensabile per far funzionare le fabbriche evitando l’inquinamento ambientale e dei fiumi. L’Asi ha precise responsabilità sulla questione e non avendo fondi non può intervenire sul tribunale per proporre un ‘Concordato Fallimentare’.
Noi riteniamo che possa essere la Provincia il soggetto giuridico amministrativo capace di affrontare la nuova fase. La nostra idea è di proporre al Presidente Buonopane di rilanciare il progetto della società unica Irpinia Ambiente-Cgs».

L’ingresso di Palazzo Caracciolo, sede della amministrazione provinciale di Avellino

Secondo Zaolino, «una grande azienda pubblica per gestire la raccolta di rifiuti e la depurazione approfittando dei fondi del PNRR. Un’idea per lo sviluppo partendo dai fondamentali. Eviteremmo pericolosi appetiti di privati senza scrupoli e daremmo un futuro certo a 1000 persone». Per questo, «nei prossimi giorni insieme alle Rsu dell’Asidep e alle Segreterie Provinciali di tutte le sigle metalmeccaniche, chiederemo un incontro al presidente Buonopane per sondare la sua disponibilità e avviare rapidamente l’iniziativa con il tribunale di Avellino.

NEL 2019 IL PATTO CONCORDATARIO DELL’ASI PER L’EX CGS. La questione sollevata da Giuseppe Zaolino e dalla sua sigla sindacale riguarda il riassetto della depurazione industriale in Irpinia, dopo la fine della ex Cgs. L’Asi ottenne nel gennaio 2019 il via libera dal Tribunale sul concordato per il Consorzio della Depurazione industriale Cgs, che aveva accumulato circa 15 milioni di debiti. Il piano concordatario del Consorzio Asi  – accolto dal Tribunale – prevedeva una procedura di evidenza pubblica per la selezione di eventuali partners con il doppio obiettivo di garantire i livelli occupazionali salvaguardando servizi competitivi alle imprese presenti nelle undici aree industriali (più una a Nerico) attive in provincia di Avellino. Il 17 gennaio 2020 l’Asi è intervenuto sulla vicenda, per ribadire il proprio impegno diretto, attraverso Asidep, nel futuro gestionale.


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