Stadio di Avellino, il Sindaco Festa a tutto campo su Radio Punto Nuovo

Ospite de «Il Pomeriggio da Supereroi» con Dino Manganiello e Pietro De Conciliis, il Sindaco Gianluca Festa ha replicato alle polemiche sollevate in ordine al contratto di gestione: «Se non è stato utilizzato al 100% non si può riconoscere il canone ordinario». La sintesi

Ospite de «Il Pomeriggio da Supereroi» con Dino Manganiello e Pietro De Conciliis, il Sindaco Gianluca Festa ha approfondito la questione dello Stadio di Avellino. «Se non è stato utilizzato al 100% non si può riconoscere il canone ordinario», ha spiegato. Per Festa «è stato sollevato un polverone inutile», perché «nessuno vuole violare le norme». Di seguito una sintesi della posizione espressa dal Sindaco sulla vicenda, che riguarda l’applicazione del contratto di gestione dell’impianto. Il testo è stat diffuso da Radio Punto Nuovo.

Stadio Partenio Lombardi di Avellino

Troppe strumentalizzazioni sulla vicenda dello stadio di Avellino

Dichiarazioni del Sindaco di Avellino Gianluca Festa a Radio Punto Nuovo

Il Sindaco di Avellino, Gianluca Festa

Sullo stadio di Avellino ci troviamo dinanzi ad una strumentalizzazione di carattere politico. La vicenda è chiara, ci sono due posizioni: quella dell’amministrazione che ovviamente rivendica alcuni canoni non riscossi e quella dell’US Avellino che nel passato ha avuto dei contenziosi con l’amministrazione. Il comune farà rispettare le regole così come D’Agostino farà rispettare i propri diritti. Non mi pare ci sia alcun problema sotto questo punto di vista, si giungerà ad una soluzione che sarà quella giusta, nel rispetto delle regole e del pagamento del dovuto. Poi nella vicenda politica qualcuno non perde occasione per strumentalizzare le cose e la tifoseria sta notando bene l’atteggiamento degli uni e degli altri. La vicenda viene tirata in ballo dall’opposizione e non a caso ho parlato di strumentalizzazioni di carattere politico. Per quanto riguarda la totalità, la questione è passata attraverso due-tre gestioni diverse. Vero che l’US Avellino è una, ma è anche vero che negli ultimi anni abbiamo avuto più proprietà e la ricostruzione dell’accaduto non può ricadere solo sull’ultimo. Poi mi sembra che a qualcuno sfugga che abbiamo vissuto il Covid, c’è stato un lockdown totale per un periodo, poi una chiusura parziale degli stadi. Tutti questi aspetti non possono non essere valutati e anche rivendicati dall’US Avellino, giustamente. Su una questione dobbiamo essere chiari e capirci: l’US Avellino pagherà tutto ciò che è dovuto, su questo non ci sono dubbi. Penso si stia facendo una brutta figura nei confronti dell’opinione pubblica perché c’è una caccia alle streghe inutile. Noi abbiamo sempre detto che dobbiamo essere pagati il giusto, l’US Avellino ha sempre detto ‘Dobbiamo pagare il giusto’. Quindi dov’è il problema? Parliamo di due anni, due stagioni svolte in un periodo di pandemia. C’è stata una prima fase di lockdown totale con i campionati fermi, poi una riapertura senza pubblico, successivo con il 50% e dopo 75%. Tutti questi aspetti, oggettivi ma tecnici, fanno parte di una valutazione rispetto anche al costo di una struttura: se una struttura è funzionante a pieno regime io pago il 100%, ma se per scelta del governo non posso usarla al 100% non posso riconoscerne il canone ordinario. Nessuna contestazione del presidente, solo una richiesta di valutazione di quanto è stato. D’Agostino non ha contestato, ha detto ‘Vi ricordo che rispetto al canone pagato ci sono stati dei mesi in cui lo stadio non è stato utilizzato’. Una richiesta oggettiva, ma gli uffici ne sono consapevoli. Così come c’è una questione pregressa che non riguarda la gestione D’Agostino ma l’US Avellino e che pure deve essere valutata. Ma è pregressa. Un ricalcolo in base alle variabili. Mi auguro non ci siano obiezioni. Il problema è che si sta dando troppa importanza a una questione ordinaria. Noi siamo in fase di verifica e valutazione dei costi, quindi non c’è un contenzioso o una contestazione ma solo una discussione. Si sta sollevando un polverone rispetto ad una tempesta in un bicchiere. Ovviamente sappiamo chi lo sta organizzando. C’è chi deve per forza far immaginare spettri, caccia alle streghe. Pensiamo all’Avellino, al bene della nostra collettività. Nessuno vuole violare le norme o aggirare gli ostacoli. Tutti vogliono rispettarle, Comune e US Avellino. Pensiamo di più al bene territoriale e a chi lo sta difendendo con sacrificio, rispettando le regole. Qui parliamo di rispetto delle regole e non guardiamo invece a chi sta affrontando sacrifici per consentire a questa terra e questa provincia di vedere ancora il calcio ad alti livelli. Promozione? Fino all’ultimo minuto dell’ultima partita dovremo giocare con grandissimo impegno per conquistare la Serie B. È stata una stagione un po’ particolare, devo ammettere che la società non ha risparmiato spese e ha investito in maniera consistente. Qualche acquisto ha funzionato, qualche altro meno. Ma non possiamo nascondere che la rosa allestita sia di calciatori di primissimo livello. L’Avellino potrà dire la propria nei play-off. Vedo il Bari lanciato verso la Serie B e non mi dispiace, dovendo andare a disputare un match a Bari che potrebbe riservarci qualche sorpresa, magari i pugliesi potrebbero essere già in clima di festa. Al di là di questo, potremo dire la nostra nei play-off. Il nuovo stadio? Nel rispetto delle norme che tutti vogliamo, non abbiamo continuato l’iter perché c’era un aspetto che andava modificato. Poiché nel project financing è prevista una parte commerciale e poiché la norma impone una presenza specifica di un numero di parcheggi puntuale, in relazione ai metri quadrati di superficie commerciale, c’era una questione da risolvere: la mancanza di alcuni metri quadrati di parcheggio. Settimana scorsa sono pervenute le ultime documentazioni, ma finalmente abbiamo risolto. Da giovedì-venerdì scorso abbiamo la documentazione per continuare l’iter in quanto tutti noi ci teniamo al rispetto delle regole.


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