«I saldi in Irpinia non bastano», Confesercenti: serve un piano di rilancio economico

L'analisi del presidente Giuseppe Marinelli: «I dati del commercio a breve termine fanno segnare una flessione, che rischia di accentuarsi ulteriormente»

«I saldi in Irpinia sono una opportunità per il commercio, ma la prospettiva resta complicata senza interventi di rilancio economico», afferma Giuseppe Marinelli, presidente della Confesercenti provinciale di Avellino. «I dati a breve termine fanno segnare una flessione, che rischia di accentuarsi ulteriormente», spiega attraverso una nota di analisi, di seguito riportata


Commercio in flessione, i saldi in Irpinia non bastano

Nota di Giuseppe Marinelli | Presidente della Confesercenti provinciale di Avellino

Giuseppe Marinelli, presidente della Confesercenti provinciale di Avellino

I saldi sono un’opportunità di rilancio per il commercio di prossimità irpino, ma l’effetto combinato della risalita dei casi di Covid e l’aumento dei costi energetici frenano la ripresa. Le rilevazioni sul commercio al dettaglio ci restituiscono un quadro con alcune ombre: mentre i dati tendenziali, riferiti allo scorso anno, sono decisamente positivi, perché hanno come raffronto la grave situazione determinatasi a novembre 2020, i dati a breve termine al contrario fanno segnare una flessione, che rischia di accentuarsi ulteriormente. L’incertezza, insomma, torna a pesare su famiglie ed imprese. A creare tale clima, con effetti negativi sull’economia locale, come nel resto del Paese, sono l’aumento dei prezzi, che ha generato una spinta inflattiva, e la nuova impennata dell’epidemia, con le conseguenti restrizioni, che pesano soprattutto su alcuni comparti. Appare, quindi, quanto mai necessario, come propongono i vertici nazionali di Confesercenti, mettere in campo nuovi interventi “taglia-bollette” e spingere sulla campagna di vaccinazione, per scongiurare limitazioni delle attività che avrebbero una ricaduta economica pesantissima sul 2022, pensando comunque, anche con il contributo degli enti del territorio, a sostegni per i settori che già avvertono l’impatto negativo. In questo quadro così delicato i saldi possono fungere da contrappeso per il comparto del commercio non alimentare ed in particolare per le piccole attività di vicinato, che costituiscono un valore aggiunto in termini di relazione sociale per i nostri centri abitati, grazie al rapporto diretto tra venditori e clienti, anche se purtroppo tali attività sono le più esposte alla crisi. E proprio per queste ragioni, vanno maggiormente salvaguardate.


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