Popolo e Territorio: «Centrodestra irpino da rifondare»

Il Comitato politico dell’Associazione politico-culturale commenta l'esito delle elezioni provinciali polemizzando con le forze della coalizione. Il documento

Con una nota diffusa ai media locali, l’Associazione politico-culturale “Popolo e Territorio” interviene con il “Comitato politico” per commentare l’esito delle elezioni provinciali avellinesi. Esprime «il disappunto per le dinamiche emerse, che più appartengono al discorso di quel che resta del ‘trapassato’ Centrodestra locale», si legge in un passaggio della nota, di seguito riportata integralmente.


Centrodestra irpino da rifondare

Nota dell’Associazione Popolo e Territorio

Popolo e Territorio, il simbolo della Associazione

“Ove svanisce il ragionamento politico, il pensiero, subentra l’insostenibile e grottesca arte di simulare la felicità e la coerenza!”. L’Associazione politico-culturale “Popolo e Territorio”, in qualità del suo “Comitato politico”, in merito alle ultime battute delle Provinciali irpine, esprime, e grande, il disappunto per le dinamiche ivi emerse, che più appartengono al discorso di quel che resta del “trapassato” Centrodestra locale. Superfluo è, difatti, ricordare che la partita riguardava, nella concretezza di quanto, il solo Centrosinistra e cespugli vari, lasciando al Centrodestra locale, sulla scorta di quello regionale, le macerie del “già fu disastro” esito delle Regionali. Mai, però, ci si poteva aspettare ed immaginare, anche “kafkianamente”, che la classe dirigente “ormai vuota” che oggi, appunto, rappresenta il nulla cosmico del centrodestra irpino, potesse arrivare a tanto. A mò della peggiore servitù, volenterosa, sciocca e, visto il caso, “maldestra”! Basti leggere le spudorate dichiarazioni trionfalistiche, per mezzo stampa, dell’attuale Coordinatore provinciale di Forza Italia (di Forza Italia?) e, subito dopo, quelle dello stesso Coordinatore regionale che, è ovvio, aspettarsi tali reazioni indispettite e, per decorosa decenza, esternare qui quanto in questi ultimi mesi e settimane. La cosa che fa riflettere, poi, è che nessun altro dirigente dei partiti in questione ha replicato, aggiunto, integrato o calibrato il tiro. Questa è, in realtà, la vera notizia! Lo deve fare, dunque, una Associazione, semmai proponendosi insieme ad altre, non più solo attraverso “ragionamenti metapolitici”, ma con il sacrificio della responsabilità e l’onere della “re-azione”! L’Associazione, infatti, è da tempo che propone un tavolo aperto ed allargato per provare a ricomporre, rinnovare, o meglio rifondare un mondo politico svanito, un polo di partiti che, da sondaggi, guiderà comunque il prossimo Governo nazionale. Anche per questo motivo, con estremo sacrificio, l’Associazione ha sostenuto “con le sole firme” e senza candidature ne dirette ne indirette la Lista “Irpinia Protagonista”. Un ultimo atto, questo delle firme, anche di umana compassione, nel solco dell’antica appartenenza, vista l’assenza totale della Lega, dell’inconsistenza di Fratelli d’Italia e della scientifica insipienza ed acquiescenza di Forza Italia; poiché dai segnali premonitori e dai sospetti che aleggiavano si è passati alle conferme con l’ufficialità dei candidati e, dunque, non solo riguardo al richiamato metodo e conseguenza della raccolta delle firme a sostegno, ove la mano preponderante l’han data esponenti di primo piano del Partito Democratico ed affini. Tale che il candidato “di punta” Mazzariello, di area De Caro, che poi, ovviamente, è stato eletto e sul quale questo Comitato aveva già azzardato scommessa, pronosticandone da subito la sua riuscita, evidenzia in tutto il suo splendore il declino assoluto e certificato del Centrodestra irpino, nel suo complesso. Una “tabula rasa”, sulla quale non festeggiare come da qualcuno fatto, ma dalla quale ripartire con autentico spirito di ritrovato sacrificio e di rinnovata appartenenza, di quanti in verità erano sono e saranno di Centrodestra, da sempre contro mestieranti e giullari della politica. “Perché si sa il grottesco finisce, poi, di impersonare il paradossale che presenta come possibile l’assurdo e non si preoccupa di scivolare nel ridicolo!”


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