Ospedale di Solofra Landolfi: al Tar il Comune rinuncia alla sospensiva

L'Azienda Moscati: passo indietro che rafforza l'intervento di riassetto e riorganizzazione approvato dalla Regione Campania. Va avanti la rimodulazione dell’offerta assistenziale

Il Comune ha rinunciato alla domanda cautelare di sospensione dei provvedimenti che ridisegnano l’assetto dell’Ospedale di Solofra Landolfi. Dinanzi al Tar Campania di Napoli, prima sezione, questa mattina si è tenuta l’udienza fissata per discutere, appunto, dell’istanza presentata dal Comune di Solofra, finalizzata ad ottenere la sospensione degli atti adottati dall’Azienda ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino relativamente al plesso ospedaliero “Landolfi”, assorbito il primo ottobre del 2018.

La sede del Tar della Campania a Napoli

La richiesta di sospensiva riguardava segnatamente la rimodulazione dell’offerta assistenziale del plesso “Landolfi” di Solofra ora annesso all’Azienda Moscati. Invece, il Comune di Solofra, rappresentato dall’avvocato Antonio Brancaccio, ha rinunciato alla domanda cautelare di sospensione immediata degli atti approvati dalla Regione Campania.

L’AORN MOSCATI: AVANTI CON LA RIORGANIZZAZIONE. «In attesa di conoscere la data dell’udienza di merito del ricorso, il passo indietro compiuto dall’amministrazione comunale di Solofra rafforza la determinazione dell’Azienda di rilievo nazionale e di alta specializzazione, Dea di II livello, nella prosecuzione della riorganizzazione già in gran parte avviata», si legge in una nota diffusa dall’AORN Moscati di Avellino.


Gli atti in discussione
Un particolare della struttura che ospita l’ospedale Landolfi

OSPEDALE DI SOLOFRA LANDOLFI, IL NUOVO PROFILO. Con la rimodulazione decretata dalla giunta regionale a valere sul piano ospedaliero regionale, il Landolfi di Solofra appare strutturalmente modificato. Il nuovo assetto del plesso ospedaliero prevede una dotazione di 106 posti letto e 4 Unità Operative Complesse, ovvero Medicina Generale ad indirizzo epatologico e gestione Punto di primo soccorso; la terapia intensiva, Recupero e Riabilitazione Funzionale; e Fisiopatologia della riproduzione. Prevede inoltre una sola Unità Operativa Semplice, ovvero quella di lungodegenza con 18 posti letto; e infine 7 Unità Operative Semplici Dipartimentali. Ovvero Day surgery, Medicina del lavoro, Ginecologia sociale, Urologia funzionale, Dermatologia e Dermochirurgia, laboratorio analisi e radiologia (ma senza posti letto). Il documento di 103 pagine inoltrato dal direttore generale illustra nel dettaglio la riorganizzazione dei servizi dell’Azienda Ospedaliera, che considera il Landolfi di Solofra una estensione del Moscati a pochi chilometri di distanza. Nell’atto licenziato dal Moscati e firmato da Renato Pizzuti si tiene conto delle disposizioni contenute nella delibera di giunta regionale del 19 maggio scorso, in cui il presidio ospedaliero di Solofra (annesso al Moscati) perde il pronto soccorso. Il declassamento in “punto di primo intervento” avviene secondo quanto previsto dal D.M. 70/2015, “anche in considerazione della breve distanza (km 15,7) che separa i due presidi dell’Azienda” cita testualmente il deliberato regionale. È una riqualificazione mal sopportata dall’amministrazione comunale solofrana guidata da Michele Vignola, che ha coinvolto la Conferenza di Sindaci, oltre che le associazioni e le sigle sindacali di categoria, per scongiurare la perdita di un presidio di primo piano per un bacino d’utenza superiore alle attese considerate dalla Programmazione Regionale. Già con la perdita del punto nascite il Landolfi di Solofra aveva subito un drastico dimezzamento dell’utenza, rinunciando a drenare un flusso che ora si riversa su Napoli e Salerno.

Renato Pizzuti

L’ATTO AZIENDALE ERA STATO TRASMESSO DAL MOSCATI IL 30 GIUGNO AI SINDACI DI SOLOFRA E AVELLINO. Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Renato Pizzuti aveva inoltrato lo scorso 30 giugno il documento di riadozione dell’atto aziendale dell’Azienda Ospedaliera ai sindaci di Solofra e di Avellino, ai direttori delle unità operative chiamate in causa e ai sindacati di categoria. Nello specifico il Manager Pizzuti ha trasmesso la delibera n. 689 del 29 giugno scorso, che fa seguito al provvedimento della giunta regionale del 19 maggio.


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