Privatizzazione e gabbie salariali alla IIA, Fismic: ora 2 no

IL 15 NOVEMBRE A FLUMERI IL GOVERNATORE DE LUCA, IL 7 NOVEMBRE ASSEMBLEA IN FABBRICA. Il segretario Giuseppe Zaolino: in poche settimane capiremo se il PNRR e la transizione ecologica potranno diventare un'opportunità di crescita e di sviluppo in Valle Ufita

La sigla sindacale Fismic Confsal di Avellino si prepara a quello che definisce un mese decisivo per superare il rischio di privatizzazione e le gabbie salariali alla IIA di Flumeri.

Industria Italiana Autobus a Bologna e Flumeri

A meno di tre settimane dalla visita in fabbrica del Governatore Vincenzo De Luca e a otto giorni dall’assemblea del 5 novembre, il sindacato ha analizzato l’incontro con i massimi Dirigenti di IIA questa mattina a Flumeri, nel corso di una riunione degli attivisti della Fismic/Confsal guidati dal Giovanni Garofano, Rsu. «La nostra Organizzazione uscita rafforzata dalle recenti elezioni del nuovo Consiglio di Fabbrica, ha il dovere di rilanciare la questione salariale e la preoccupazione per una possibile privatizzazione al buio che potrebbe compromettere il futuro dei 370 dipendenti e sprecare tutti i sacrifici fatti negli ultimi 2 anni», dichiara il Segretario Generale Giuseppe Zaolino.

Giuseppe Zaolino, Segretario della Fismic di Avellino

«Dobbiamo cogliere al volo la disponibilità dell’azienda al confronto e tentare di superare il GAP che ci divide da Bologna. Nell’assemblea di venerdì 5 novembre chiederemo il sostegno degli operai per il definitivo superamento delle Gabbie Salariali. Valle Ufita non può essere considerata di serie ‘B’ rispetto a Bologna». Inoltre, sottolinea, «vorremmo conoscere anche il pensiero di qualche politico, molto attivo sui social e sapere cosa ne pensa delle Gabbie Salariali presenti sul suo territorio. La stessa la domanda la faremo anche al Governatore De Luca che sarà in fabbrica il 15 novembre». Concludendo, Zaolino prevede che oltre che su privatizzazione e gabbie salariali alla IIA si misurerà «la credibilità di tutti i soggetti in campo e per capire se il PNRR e la transizione ecologica potranno diventare un’opportunità di crescita e di sviluppo dell’intera area».


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