Pane, aumento del 30%. Ceres (Cisl): speculazione pura, intervenga la Regione

IL SINDACATO STIMA UN AUMENTO DI 220 EURO ANNUI A FAMIGLIA. Il dirigente Cisl Salerno rafforza l'allarme lanciato da Cia Campania sull'aumento del costo delle materie prime e chiede un intervento politico per impedire dinamiche inflattive sulle capacità reddituali delle famiglie

Il prezzo del pane ha subito un incremento che oscilla tra i 0,50 e i 0,60 centesimi al kg. Un balzo acclarato da pochi giorni, che rispecchia quanto denunciato settimane fa dalla associazione Cia Campania sull’aumento “ingiustificato” delle materie prime. Alcune associazioni di consumatori preannunciano rincari anche su burro, olio e lieviti, per denunciare un dirompente effetto domino sulla capacità di acquisto del consumatore finale. Una stima che conferma quanto prospettato dalle organizzazioni di categoria, come nel caso di Cia Campania – che già all’indomani della crisi del pomodoro si era pronunciata sull’aumento delle materie prime. “Si tratta di speculazione pura, con un aumento che non trova giustificazioni di alcuna natura” ribatte il segretario generale della Cisl di Salerno Gerardo Ceres. “Il pane in aumento del 30% non è determinato da fattori che condizionano la stagionalità del grano, nè da dinamiche di mercato”. Il dirigente della Cisl Salerno rileva al contrario, che “durante la pandemia l’agroalimentare nel suo complesso ha accresciuto i volumi. Non sono stati registrati elementi di concorrenza sleale che hanno ridotto i fatturati. Dall’ortofrutta alle materie prime come il grano e la carne, il dato macroeconomico di settore è positivo. La stessa analisi vale aziende per azienda. Quindi l’aumento della farina da 0,50 a 0,60 centesimi al kg è una dinamica speculativa”. Nello specifico Ceres sottolinea l’assenza di processi di internazionalizzazione che hanno prodotto aumenti. E esclude competitività come invece accade per il riso, per le nocciole turche, per l’olio tunisino. “I grani italiani non risentono di concorrenza”, spiega.

Gerardo Ceres segretario generale Cisl Salerno

“Siamo in presenza di una bolla speculativa che andrebbe contrastata nel breve termine al Tavolo Verde regionale con l’assessore Caputo. Così come richiesto da Cia Campania e da altre organizzazioni che hanno richiesto un intervento diretto” continua. Intanto il sindacato salernitano auspica che il fenomeno rimanga circoscritto alla farina e al pane. “Per evitare dinamiche inflattive che incidono sui redditi delle famiglie”. La stima dei consumi di pane è di 1 kg al giorno per una famiglia media composta da 4 persone. “L’aumento di 0,60 centesimi al kg comporta in media un aumento di 220 euro annui a famiglia. Ricordo che il pane è un bene di prima necessità” argomenta. Il pane in aumento del 30% non è un segnale positivo nel periodo post pandemico. I volumi prodotti dai rincari producono numeri importanti che non si possono sottovalutare. Il rischio evidenziato dal segretario della Cisl è una contrazione dei consumi, improduttiva per la ripresa. “Si fa pesare l’aumento del gasolio, come fattore all’origine, ma paga sempre in ultima istanza il consumatore finale”. Per questo Ceres rafforza la posizione delle organizzazioni sindacali come Cia Campania e auspica la convocazione del Tavolo Verde. “Fino a quando erano le dinamiche salariali contribuivano a tenere sotto controllo i prezzi c’era una verifica preventiva e consultiva. Oggi il consumatore finale è più debole e i lavoratori dipendenti hanno meno potere d’acquisto. Il mercato regola e si autoregola, indipendentemente da interventi pubblici. E non esistono interventi sanzionatori ma è necessario elevare un grido d’allarme e incidere sulla questione” conclude.


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