Piano d’Ambito Rifiuti irpino ai voti, Comitato: stralciare il biodigestore

Venerdì 2 luglio la nuova convocazione dei 12 componenti del Consiglio per adottare e approvare il Piano d'Ambito. Il Coordinamento "Nessuno tocchi l'Irpinia" invita l'Ente a congelare la scelta di Chianche per la realizzazione del biodigestore

Mentre venerdì 2 luglio il Piano d’Ambito Rifiuti irpino va definitivamente ai voti, il Coordinamento Nessuno Tocchi l’Irpinia invia un documento in otto punti all’Ato Rifiuti di Avellino, quindi al presidente Valentino Tropeano e ai componenti del Consiglio d’Ambito Alaia, Buonfiglio, D’Ercole, Della Marra, Di Cicilia, Farina, Giacobbe, Giordano, Lanzetta, Picariello e Zoina. Al centro della missiva la costruzione del biodigestore a Chianche, all’interno del Piano d’Ambito di imminente approvazione.

Ato Rifiuti. La sede dell’ente d’ambito di Avellino nel complesso della Regione Campania sulla Collina dei Liguorini

Nonostante il Piano d’Ambito Rifiuti irpino stabilisca le regole del ciclo integrato, decidendo tariffa, modello di gestione e qualità del servizio ambientale, tiene banco solo la questione della localizzazione di un impianto, quello di Chianche. Il Comitato elenca una narrativa di motivazioni e atti per chiedere all’Ato Rifiuti di Avellino la modifica del sito individuato per la costruzione del biodigestore. Restano in silenzio i consiglieri regionali, che avrebbero la possibilità di modificare la scelta del sito di Chianche e bloccare il finanziamento di 22 milioni di euro al Comune per congelare realmente la partita. Intanto la convocazione di sabato scorso del Consiglio d’Ambito non ha potuto procedere ad alcuna adozione del Piano d’Ambito per mancanza del numero legale dei componenti. Non si esclude che all’interno dello stesso Consiglio possano verificarsi frizioni e manovre politiche per impedire l’adozione del Piano. Venerdì 2 luglio i 12 amministratori sono stati nuovamente convocati per procedere all’adozione e approvazione dell’atto. Il Piano d’Ambito della gestione del ciclo integrato dei rifiuti della provincia di Avellino è stato recepito dall’assemblea da oltre un mese. In assenza di osservazioni il documento si ritiene condivisibile e prossimo all’adozione.


La lettera del Comitato 

Il Comitato “Nessuno tocchi l’Irpinia” evidenzia tutti gli elementi finora raccolti per testimoniare l’errore della scelta della locazione dell’impianto. “Pur essendo tutti consapevoli del deficit impiantistico riguardo al ciclo integrato dei rifiuti nella provincia di Avellino, riteniamo illogico che il Piano d’Ambito presentato dal Presidente dell’ ATO e dal Direttore generale dello stesso Ente continui a  localizzare un biodigestore anaerobico da 45.000 tonn/ann nel comune di Chianche ignorando quanto statuito dalla Sentenza n.840 del 2021 –  Quinta sezione del Tar Campania” cita testualmente la nota. Dall’annullamento del D.D. n.105 del 8.08.2019 con cui la Regione Campania decretava l’esclusione del progetto del biodigestore di Chianche dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale; ai rilievi sulla localizzazione: il Piano Insediamenti Produttivi di Chianche “esiste solo sulla carta. Infatti non è mai stato attuato e risulta assolutamente non urbanizzato: mancano acqua, energia elettrica, fogne e i lampioni dell’illuminazione pubblica non funzionano in quanto completamente vandalizzati” continua. “Il mancato rispetto dei limiti di legge. Non sussistono il rispetto dei 150 metri da argini e sponde del corso del fiume Sabato che presenta un asta fluviale poco arginata artificialmente e che proprio in località “Stretto di Barba,” assume caratteri di pregio dal punto di vista naturalistico. La viabilità non è adeguata: l’area non dispone di adeguata viabilità di accesso in quanto le uniche arterie di collegamento costituiscono nella ex SS 88, tortuosa  arteria che collega Benevento ed Avellino attraverso la Valle del Sabato. A seguire c’è l’incongruenza del finanziamento. Il progetto definitivo “anaerobico” e non aerobico, prevede una spesa complessiva di euro 22 milioni di euro di cui 18mila circa per lavori e forniture ed euro 4milioni per le somme a disposizione dell’Amministrazione. L’impianto non può essere considerato come risorsa di produzione del compost di qualità per la “coltura biologica” in quanto nessuna delle aziende vitivinicole o agricole riterrebbe mai di utilizzare per l’incerta e indeterminata provenienza del materiale di scarto conferito. Inadeguatezza del progetto. E’ irrealizzabile l’allacciamento alla rete SNAM, ipotizzato nello studio preliminare e validato acriticamente dalla Commissione. Infine si cita la delibera del consiglio d’ambito Rifiuti di Avellino n. 7 del 13 luglio 2020 che inserisce il biodigestore di Chianche nel Piano d’Ambito provinciale grazie a una valutazione di tecnici definiti di “alto profilo”. La Delibera in questione è stata impugnata dai Comuni di Altavilla Irpina e Petruro Irpino per violazione e falsa applicazione degli articoli del Piano Regionale rifiuti della Regione Campania e per vizio del procedimento, violazione del principio della partecipazione ed eccesso di potere per presupposto erroneo, illogicità, perplessità, travisamento e sviamento” si legge testualmente.


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