Manlio Lomazzo scommette sul biodigestore: è una opportunità

Il candidato di +Europa difende l'impianto «a patto di rispettare le norme», intervenendo ad un incontro con i giovani a Sant'Angelo dei Lombardi su spopolamento e lavoro

Manlio Lomazzo scommette sul ciclo dei rifiuti, il biodigestore è una opportunità. Ha incontrato un gruppo di giovani di Sant’Angelo dei Lombardi il candidato alle regionali di Più Europa Manlio Lomazzo. Già amministratore comunale ad Aiello del Sabato, Lomazzo sta affrontando il tour irpino per ascoltare i cittadini, ma anche per portare avanti la sua campagna di sensibilizzazione sull’ambiente e sullo sviluppo sostenibile. «L’Irpinia ha bisogno di infrastrutture digitali e viarie, per mettere un freno allo spopolamento delle aree interne e costruire un progetto che consenta a noi giovani di restare», ha spiegato alla vigilia dell’incontro. «Questa campagna elettorale mi sta permettendo di confrontarmi con i giovani – e non solo – sulle opportunità di creare lavoro, senza mai trascurare i temi che sono a me cari, quelli della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile. Mi occupo per lavoro di mettere in pratica i progetti sul territorio, e di sensibilizzazione anche nelle scuole», continua.

Manlio Lomazzo

Il tema dei rifiuti in provincia di Avellino resta infatti uno dei temi più scottanti sul tappeto in questo momento. «Seguo con grande attenzione ed interesse il ciclo integrato dei rifiuti in Campania: non ci sono impianti di riciclo e recupero dei materiali. Basti pensare che 140 tir partono ogni giorno dalla Campania verso il Veneto e il Trentino Alto Adige perchè noi non abbiamo impianti. Oltre all’enorme impatto ambientale bisogna constatare il dispendio di risorse economiche che ricade sui cittadini attraverso la tassazione. paghiamo di più per smaltire l’organico di cui non abbiamo impianti, che per l’indifferenziata in discarica». In questi giorni il progetto di costruzione del biodigestore previsto a Chianche tiene banco fra i candidati alle regionali, e ha visto diversi nomi schierarsi nella battaglia contro l’installazione dell’impianto. «Non sono sfavorevole a Chianche in linea di massima, a patto che siano rispettati i parametri e le condizioni; ritengo che invece bisogna pensare all’esistenza o meno delle infrastrutture e della effettiva possibilità di arrivare all’impianto, per ridurre al minimo l’impatto ambientale. Se ricorrono tutte le condizioni è bene sottolineare che l’impianto produce energia, acqua calda e compost. Questo è un vantaggio per un territorio a forte vocazione agricola, che prevede un ristoro per le aziende e il compost gratuito per tutti», sottolinea Lomazzo.

Biodigestore in Irpinia, rendering dell’impianto proposto a Chianche.

L’impianto però viene osteggiato proprio dalle aziende vitivinicole, intenzionate a difendere il prestigio dell’areale Docg conquistato dal Greco di Tufo. «Non credo che tutti gli imprenditori del vino siano contrari all’impianto e sto vedendo che molti politici e amministratori locali che si sono seduti ai tavoli decisionali votando a favore dell’impianto a Chianche oggi si sono schierati per dire no, cavalcando la disinformazione che loro stessi hanno creato fra i cittadini rispetto all’impianto. Oggi è molto più facile millantare la presenza di un mostro ecologico che mina le prospettive di turismo, anzichè costruire una prospettiva di turismo che manca del tutto», conclude.


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