‘Battaglia contro il Biodigestore a Chianche’, il Comitato non si ferma

Il Documento del Coordinamento “No al biodigestore, Si al Greco di Tufo” contesta la decisione dell'Ato Rifiuti e rilancia in ogni sede iniziative di contrasto al progetto. Si lancia un appello a sindaci e consiglieri comunali

«Continua la battaglia contro il Biodigestore a Chianche», scrive il Comitato in una nota con cui si rinnova quella che si definisce la battaglia contro il Biodigestore a Chianche «di civiltà». Nel documento si contesta la decisione dell’Ato Rifiuti, polemizzando sul giudizio reso dalla commissione tecnico scientifica.


Non ci fermiamo: battaglia contro il Biodigestore a Chianche

Documento del Coordinamento “No al biodigestore, Si al Greco di Tufo”

La manifestazione contro il Biodigestore a Chianche

La decisione del Consiglio d’Ambito dell’ ATO Rifiuti Avellino è avvenuta solo grazie al voto determinante e favorevole del Presidente Tropeano il quale nonostante abbia visto che quasi la metà dei componenti non avrebbe partecipato alla votazione e che fosse stata avanzata una richiesta di approfondimento con la stessa Commissione tecnica, ne ha imposto ugualmente lo svolgimento che ha approvato con soli sette voti le determinazioni del Gruppo dei tecnici che impropriamente offriva delle classificazioni non di sua competenza. Questo passaggio non è un dettaglio procedurale ma la inconfutabile dimostrazione della grave forzatura politica e gestionale operata dal Presidente ATO in questa vicenda il quale per sollevare se stesso e gli altri consiglieri consenzienti dalla responsabilità diretta di decisione ha attribuito a una Commissione, che doveva solo offrire all’ Organo esecutivo dei chiarimenti tecnici sui siti candidati, un illegittimo potere sostitutivo. All’ordine del giorno c’era, infatti, la “ Trasmissione del direttore generale degli atti elaborati dalla Commissione Tecnica Scientifica, nominata in attuazione della delibera del Consiglio d’Ambito numero 1 del 20 gennaio 2020, per le conseguenti valutazioni ” quindi, una valutazione della relazione tecnico-scientifica, non la votazione di una graduatoria dove allocare il biodigestore. Infatti da parte di alcuni Consiglieri giustamente è stata avanzata una proposta di discussione anche perché nella stessa relazione si intravvedevano delle gravi difformità come il non aver riportato la candidatura avanzata dal Comune di Savignano Irpino o le problematiche legate alle legittimità degli espropri. Fatto sta che il Presidente Tropeano non ha consentito la discussione e ha messo subito ai voti la relazione che conteneva il cavallo di Troia della graduatoria o, per usare il suo linguaggio furbesco “solo dei gradi di preferenze”. Una relazione tecnica che contiene elementi di comparazione e di preferenze diventa di per sé una “gara” per cui se non corrisponde ai requisiti e non ha le caratteristiche di questo istituto pubblico è di per sè un arbitrio e una procedura anomala e illegittima. Illuminante è stata la dichiarazione rilasciata dal Consigliere delegato del Sindaco di Avellino Giacobbe che ha candidamente spiegato che la scelta di Chianche era legata al fatto che “lo studio altrimenti sarebbe saltato” ammettendo di fatto che era già tutto stabilito sin dall’inizio.

Il rendering del biodigestore di Chianche

Ricordiamo che la Regione Campania ha finanziato solo in parte l’intervento e che mancano totalmente le infrastrutture necessarie. Quanto sperpero di denaro pubblico ci vorrà ancora per renderlo funzionante? Chi coprirà queste ulteriori esborsi? I cittadini? Perché, è bene che si sappia che in assenza di un finanziamento pubblico le ulteriori spese andranno nei costi di conferimento. Quanto costerà smaltire l’organico? C’è un piano finanziario? Quali indirizzi sono stati forniti dalla Commissione su questi punti dirimenti e strategici o si pensa che gli elementi offerti dovessero limitarsi a delineare aspetti di geometria territoriale e di manifattura impiantistica? Con tale decisione si configura, purtroppo, in maniera netta e chiara una idea incurante della tutela del territorio che contrasta con la sua vocazione naturale e che una logica meramente tecnocratica di certo non è nelle condizioni di poter valutare, cosa che deve pesare sulla coscienza degli stessi consiglieri che l’hanno condivisa.

La marcia dei viticoltori con i trattori contro il Biodigestore previsto a Chianche (settembre 2018)

Abbiamo sempre chiarito che la nostra non è una battaglia contro un impianto in sé ma contro la sua allocazione per ragioni ampiamente spiegate e che non riguardano solo il nostro pregiato areale ma l’intera Irpinia. E’ nostro intento coinvolgere i Sindaci, tutti i Consiglieri presenti nelle rispettive Assise comunali dell’areale, le aziende vitivinicole presenti sul territorio, le Pro Loco e le diverse associazioni operanti, ma soprattutto la popolazione per intraprendere una mobilitazione di coscienza generale che faccia sentire in modo forte e civile il “NO” a un destino certo a cui sarebbe condannata non solo una economia ma l’intera realtà sociale. E inizieremo a farlo portando in tutte le sedi competenti le relazione della Commissione tecnica e la documentazione amministrativa riguardante l’intera vicenda affrontata dall’ATO Rifiuti. Questa nostra battaglia non è stata mai circoscritta al solo territorio strettamente interessato perché l’abbiamo ritenuta sempre un simbolo di una certa idea di sviluppo e di tutela della intera provincia, per cui chiamiamo a partecipare in prima fila anche gli Enti sovra comunali preposti. Al fine di realizzare una prima valutazione e le iniziative a farsi sarà convocata a breve una riunione urgente del Coordinamento.


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