Emendamento 'salva Napoli' del Governo che punta a scongiurare la chiusura dello stabilimento Whirlpool di via Argine. Nella foto: il Premier Giuseppe Conte e il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli durante l'incontro a Palazzo Chigi con i rappresentanti della Whirlpool

Per far restare la Whirlpool in Campania con il suo vasto indotto il Governo punta sull’emendamento ‘salva Napoli’ inserito nel decreto Crisi. La norma è passata al Senato, dove il Governo Conte bis ha fatto ricorso alla sua prima fiducia, ottenendola dal Senato con 168 favorevoli e 110 contrari per il decreto salva-Imprese. Al di là della prova di forza sui numeri realizzata dal Governo (migliorando la performance del voto con cui il Senato diede disco verde all’Esecutivo), resta l’amarezza per l’ennesima porta chiusa da parte degli americani. Il provvedimento ‘Salva Napoli’, che superava la versione estiva del decreto “Tutela del lavoro”, sia per risorse stanziate che per portata della misura, non è stato accolto con disponibilità dall’azienda. I 17 milioni di euro destinati alle aziende che operano nel settore degli elettrodomestici, per coprire l’esenzione dal versamento del contributo addizionale (sul trattamento di integrazione salariale), in sostanza pensati per Whirlpool, non dissuadono la multinazionali dalla sua decisione di lasciare lo stabilimento di via Argine. L’ostacolo è la condizione posta dalla norma: il mantenimento della produzione e i livelli occupazionali dal 2019 per almeno 15 mesi. Ormai mancano pochi giorni alla scadenza fissata dalla multinazionale americana, che ha annunciato la smobilitazione a Napoli a partire dal primo novembre. In realtà la partita viene data ancora aperta negli ambienti governativi, ma l’impressione è che senza un provvedimento sanzionatorio lo stallo non si sbloccherà. Questa è la seconda volta in due mesi che una proposta norma ‘salva Napoli’ non ottiene risultati. Nel frattempo, gli addetti si impegnano sull’unica azione che gli resta, la mobilitazione. Ieri hanno raggiunto l’aeroporto di Capodichino, dove hanno spiegato le proprie ragioni ai viaggiatori che affollavano lo scalo.

Whirlpool e Mezzogiorno, sciopero generale a Napoli indetto da Cgil, Cisl e Uil per il 31 ottobre. Nella foto: un operaio della Whirlpool sotto le finestre del Mise

Oggi hanno formato un corteo attraversando la città con le tute di fabbrica, concentrandosi in piazza Municipio, nei pressi della sede municipale. Mentre domani si annuncia a Castel dell’Ovo l’iniziativa ‘Napoli non molla’, alla quale hanno aderito rappresentanti della politica, della cultura e della società civile, e all’interno della quale verrà presentata la «Cassa di resistenza a supporto della lotta». Il finale è atteso per il 31 ottobre, in occasione dello sciopero generale indetto dalle organizzazioni sindacali, che hanno eletto la vertenza Whirlpool a emblema della condizione di crisi meridionale in Italia.

OPERAI RICEVUTI IERI DAL CARDINALE SEPE. Gli operai sono stati ricevuti anche dal Cardinale di Napoli, Crescenzo Sepe, che in occasione della festività di San Gennaro, aveva avuto speso parole durante la messa per la battaglia degli operai. Sede ha fatto sapere ai lavoratori di aver incontrato i dirigenti della Whirlpool e di averli esortati a non lasciare Napoli, esprimendo forti dubbi sulla praticabilità di un passaggio di mano dello stabilimento di via Argine.

CRISI WHIRLPOOL. Lavoratori dell’indotto irpino Whirlpool in corteo a Montoro lavoratori dell’indotto irpino della Whirlpool in corteo a Montoro. Sono gli operai della Pasell e della Cellublock

DA NAPOLI A CASERTA ALL’IRPINIA, I NUMERI DELL’OCCUPAZIONE OGGI A RISCHIO. Mentre la crisi della Whirlpool a Napoli non accenna a trovare uno sbocco, almeno per ora, sul territorio della Campania sono molte centinaia le persone, quindi le famiglie, a seguire con il fiato sospeso l’evoluzione della vertenza. Complessivamente stiamo parlando di mille operai e lavoratori, più o meno quanto la popolazione residente del Comune di Cassano Irpino. I conti sono presto fatti: 410 lavorano direttamente in via Argine a Napoli e 534 sono impegnate nell’indotto. A Carinaro (era Indesit di Caserta) sono impegnate nella logistica 380 unità. Alla Scame Mediterranea di Sant’Angelo dei Lombardi sono 59, ma 8 sono distaccate a Napoli per il progetto Genesis nella componentistica in plastica. Altri 60 sono alla Pasell, ripartiti tra Montoro e Forino (rispettivamente 15 e 45), mentre alla Cellublok di Montoro ce ne sono altri 35 (con attività dipendenti dalla Whirlpool nella misura del 60 e del 70 per cento, rispettivamente).


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