Il Governo raddoppia i fondi per le Aree Interne. Arriva l’Ufita

FONDO NAZIONALE PER LA MONTAGNA, RIPARTITE LE RISORSE DAL 2016 AL 2019: 21 MILIONI DI EURO. Mentre a Palazzo Caracciolo si è insediato il tavolo regionale presieduto da Francesco Todisco, con la relazione di Ciriaco De Mita,, il Ministro Provenzano ha inserito in finanziaria le risorse per i piccoli comuni dell'entroterra appenninico.

Il Ministero per il Sud Giuseppe Luciano Calogero Provenzano

Il Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano ha annunciato il raddoppio dei fondi nella legge di bilancio e delle aree della SNAI- Strategia Nazionale per le Aree Interne, che da 74 saranno 150, e in Campania da quattro passeranno a otto. Con questo preambolo il consigliere regionale Francesco Todisco ha inaugurato questa mattina a Palazzo Caracciolo ad Avellino il tavolo regionale delle Aree Interne, alla presenza delle rappresentanze dei circondari di Alta Irpinia, Vallo di Diano, Tammaro e Cilento, che oggi figurano nella mappa della Strategia nazionale Aree Interne, dei presidenti delle Province campane, dell’assessore Regionale al lavoro Sonia Palmeri, del sindaco di Avellino Gianluca Festa, del funzionario tecnico della Snai della Regione Campania Domenico Liotto.

Francesco Todisco, già consigliere regionale, è Consigliere del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per le Politiche di Sviluppo nelle Aree Interne

Con la candidatura alla Strategia Nazionale da parte del Matese, del Fortore e dell’Ufita, il consigliere Todisco ha chiarito lo scopo del coordinamento: individuare progetti e fondi per il prossimo settennato e spingere l’area dell’Alta Irpinia ad accelerare rispetto al cronoprogramma dell’agenda 2014-2020. Al tavolo infatti, anche il presidente del tavolo del Progetto Pilota altirpino Ciriaco De Mita, che proprio nella giornata di ieri ha incassato il risultato della delibera di giunta regionale per l’appostamento delle risorse per la stazione sciistica dell’Altopiano del Laceno.

LA NUOVA PROGRAMMAZIONE 2021-27. Il tavolo allestito dal consigliere Todisco dunque, ha il compito di elaborare e definire la nuova programmazione e mira ad individuare un percorso progettuale da candidare in seguito ai bandi che saranno emanati, per disegnare di concerto con tutti gli attori, il nuovo orizzonte a cui ambire. Una proiezione futuristica sulle aree interne che però non dovrà trascurare una riflessione sul lavoro svolto finora sul territorio regionale: in Campania sono quattro i comprensori geografici che hanno avviato la sperimentazione della Snai, ognuna di loro in modo differente e che tutt’oggi è nella fase di attuazione. L’Alta Irpinia in questo contesto occupa una posizione di primo piano, non solo perchè è giunta ad una maturazione progettuale rispetto alle altre aree (ricordiamo che il vallo di Diano ha firmato l’Accordo di Programma Quadro), quanto perchè ha catturato l’attenzione dei vertici regionali e di Governo, rivelandosi determinante nel dibattito politico nazionale.

Paolo Caruso, sindaco di Zungoli

LA BARONIA RILANCIA BORGHI IN RETE. Per l’Irpinia intanto, si fa avanti l’Ufita, con il progetto “Borghi in rete”, una città diffusa da 67mila abitanti fra Baronia e Calore, ovvero 34 Comuni con Zungoli capofila pronti a candidare una maxi progettazione da 50milioni di euro. L’istanza infatti, è stata illustrata al tavolo dal sindaco di Zungoli Paolo Caruso, con una dettagliata mappa di interventi tesi a ribaltare lo spopolamento e a promuovere una trama di attività o obiettivi tematici. L’assessore regionale al lavoro Palmeri invece ha promosso l’istanza del Matese, ovvero un’area casertana non considerata in prima battuta. Altro elemento in considerazione del tavolo, è l’aggiornamento a cui lavorando la Regione del Piano Paesaggistico, in cui il territorio sarà letto per vocazioni, e che chiamerà in causa lo sviluppo di una valorizzazione integrata delle aree interne.

La facciata di Palazzo Caracciolo, sede della della Provincia

Le quattro aree già presenti sulla mappa nazionale, saranno chiamate dunque a confrontarsi per offrire una chiave di lettura univoca della Campania interna, con le valorizzazioni dei punti di forza che costruiscono il minimo comune denominatore, e con gli elementi innovativi che sono già stati individuati dai comprensori che hanno avviato il percorso, come l’Alta Irpinia e il Vallo di Diano, che ad oggi hanno dimostrato una buona preparazione tecnica e coesione territoriale. Il Ministero per il Sud infatti, suggerisce ai territori di lavorare alla nuova programmazione sulla traccia della “continuità evolutiva”, mentre sembra avere recepito e trasmesso alle diramazioni tecniche, la necessità di correggere la lentezza burocratica nelle procedure, i tempi lunghi, la mancanza di assistenza tecnica, la difficoltà di coniugare i progetti con i fondi disponibili. Infine la regola di fondo resta sempre la stessa: i comuni devono pensare come “comunità” e la Regione deve dettare regole del gioco.

Uncem, il logo dell’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

FONDO NAZIONALE PER LA MONTAGNA, RIPARTITE LE RISORSE DAL 2016 AL 2019: 21 MILIONI DI EURO TOTALI. UNCEM: IN LEGGE DI BILANCIO, PORTARE IL FONDO A 20 MILIONI L’ANNO.  Il Cipe ha inoltre approvato i criteri per il riparto alle Regioni del Fondo nazionale per la Montagna, annualità 2016-2017-2018-2019 per complessivi 21,7 milioni di euro. Le risorse del Fondo sono destinate a “interventi per la tutela e la valorizzazione delle qualità ambientali e delle potenzialità endogene proprie dell’habitat montano”. Uncem accoglie positivamente la notizia comunicata dal Ministro Boccia nelle scorse ore. Fondamentale sarà passare da 5 a 20 milioni di euro l’anno nella legge di bilancio 2020. Il Fondo nazionale per la Montagna è previsto dalla legge 97 del 1994, articolo 25. Partito con uno stanziamento di 20milioni di lire, il Fondo era stato cancellato nel 2010. È stato reintrodotto grazie a un’azione dell’Uncem, attraverso il suo past President, on. Enrico Borghi. Uncem ha già proposto al Ministro Boccia e al Presidente Conte di aumentare a 20 milioni di euro il valore annuale del fondo. Uncem ha particolarmente apprezzato le istanze della Conferenza delle Regioni in sede di Conferenza Unificata: rispetto al riparto del fondo, la Conferenza delle Regioni qualche mese fa aveva espresso un parere favorevole, raccomandando però che nei prossimi anni la ripartizione possa avvenire in modo regolare, sulla base degli stanziamenti annuali di bilancio, e che si incrementi la dotazione del fondo assicurando la dovuta attenzione alle aree montane. La Conferenza delle Regioni aveve inoltre raccomandato la necessità di provvedere celermente all’erogazione delle risorse, dando tempi certi, in modo da permettere agli Enti montani di programmarne l’utilizzo.


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