Whirlpool lascia Napoli. Al suo posto una start up dei frigoriferi

Svolta definitiva al tavolo del Mise per la multinazionale americana che lascia la Campania, passando la mano ad un nuovo marchio di Lugano: la Passive refrigeration solution. Sindacato pronto a dare battaglia: sale la tensione nell'indotto in Irpinia. Attesa per il primo incontro fra sindacato, Whirlpool e Prs che acquisirà il ramo d'azienda

Whirlpool lascia Napoli. Al suo posto una start up dei frigoriferi, la Psr- Passive refrigeration solutions. E’ quanto ha annunciato in queste ore al tavolo di crisi convocato dal Mise l’amministratore delegato italiano dell’azienda Luigi La Morgia. L’incontro è presieduto dal sottosegretario in quota 5Stelle Alessandra Todde e vede oltre alle rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil, anche la partecipazione dell’assessore regionale con delega al lavoro della Campania Sonia Palmeri, in rappresentanza dei 200 lavoratori dell’azienda di Napoli che da mesi attendono un passo indietro dei vertici aziendali statunitensi. L’individuazione di un nuovo partner che possa acquisire gli stabilimenti partenopei pare la soluzione più accreditata al momento. L’azienda individuata, la Prs- Passive refrigeration solution di Lugano si occupa di produzione di sistemi di refrigerazione passiva e viene indicata come la migliore scelta possibile per consentire una riconversione dello stabilimento senza alterazioni del portafoglio delle maestranze- quindi dei livelli occupazionali, nè dell’indotto, a cui guardano con una certa tensione gli imprenditori irpini. Da Sant’Angelo dei Lombardi a Serino e Montoro, l’incontro tecnico di oggi al Ministero rappresenta la svolta attesa da mesi.

L’insegna della Whirlpool che campeggia sullo stabilimento di Napoli

L’amministratore delegato La Morgia intanto, sta confermando che Whirlpool è impegnata a finanziare con un plafond di 20 milioni di euro la nuova missione produttiva del sito di Napoli, garantendo le tutele dei lavoratori e i diritti acquisiti. Si tratta in sintesi, delle prerogative annunciate allo staff tecnico dell’ex Ministro Luigi Di Maio, quando l’azienda americana è arrivata allo scontro sulla revoca dei finanziamenti statali italiani. Alla luce di quanto sta emergendo in queste ore a Roma, la multinazionale americana non è tornata sui passi, reintegrando il sito di Napoli nella rosa degli stabilimenti, declinando l’invito delle sigle sindacali intervenute al tavolo, ma ha portato avanti la ricerca di mercato relativa ad un nuovo partner industriale che potesse subentrare in Campania. Dalle prime notizie trapelate, è emerso che la Whirlpool e la Prs hanno manifestato la disponibilità nelle prossime settimane ad incontrare i sindacati per discutere il trasferimento del ramo d’azienda e del piano industriale che dovrà rilanciare gli investimenti nel sito produttivo di Napoli. Ma le reazioni dei sindacati nazionali non tardano ad arrivare. Cgil, Cisl e Uil sottolineano l’impegno sottoscritto dalla multinazionale con il Governo italiano nel 2018, e l’inadempienza degli imprenditori rispetto al piano industriale approvato soltanto un anno fa.


 

Il manifesto pubblicitario della Whirlpool riscritto dagli operai, che protestano contro quello che vedono un concreto rischio di chiusura dello stabilimento

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