Il Mise riconvoca Whirlpool, tavolo per salvare la sede di Napoli

A tre settimane dal via libera "salva intese" nel Consiglio dei Ministri arriva lo stop della multinazionale, nei giorni di passaggio dal vecchio al nuovo governo. Whirlpool prova a riproporre un cambio di produzione, ma la partita sembra destinata a concludersi ad un nuovo tavolo del Mise. Nel frattempo l'ex assessore regionale Nappi attacca Di Maio

Crisi Whirlpool al tavolo convocato presso il Mise a Roma

Il Mise riconvoca il Whirlpool. Il 17 settembre tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico per salvare la sede di Napoli, tornata clamorosamente in discussione dopo la crisi di governo l’8 agosto. Il nuovo Ministro Stefano Patuanelli tenta di bloccare la fuga in avanti della multinazionale americana, che si era sganciata dagli accordi raggiunti con il predecessore Luigi Di Maio, annunciando di essere pronta a passare la mano a Napoli ad un altro investitore. Whirlpool lo scorso 5 settembre ha addirittura convocato autonomamente il sindacato per il 16, «per condividere importanti aggiornamenti relativi allo stabilimento di Napoli», giustificando l’iniziativa data  «l’assenza di una prossima convocazione del tavolo in sede ministeriale» e «al fine di dare al più presto un futuro sostenibile ai 410 lavoratori di Napoli».

Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico

Il Ministro Stefano Patuanelli, insediato da pochi giorni, riporta la vertenza al tavolo istituzionale, ripartendo dal cosiddetto “decreto Di Maio”, bocciato a sorpresa dagli americani non appena caduto il Governo, quando si è capito che non sarebbe stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nei tempi stabiliti, cioè entro il 28 agosto. Ora con questa mossa il nuovo Governo riapre la partita, rimettendo in discussione tutto, anche gli incentivi accordati ad ottobre 2018.

Gli operai dell’indotto irpino della Whirlpool giunti in pullman a Roma

IL MISE RICONVOCA WHIRLPOOL (CHE GIOCA AL RIALZO). Dopo Ferragosto è tornata la tensione a Napoli, dopo la bocciatura da parte della Whirlpool di un decreto che per l’Azienda conterrebbe «interventi non sufficienti a garantire la profittabilità dello stabilimento di Napoli nel lungo periodo e la competitività di Whirlpool nella Regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa)», si legge in una nota dell’azienda di elettrodomestici. Per Whirlpool «l’unica soluzione percorribile è dare una nuova missione produttiva al sito». La mossa degli americani nella fase di transizione tra un governo e l’altro. Si è tentata la sortita nel momento in cui non si potevano revocare gli incentivi accordati lo scorso anno, nell’imminenza della nomina di un nuovo ministro. Molti osservatori hanno rilevato che la norma salva Whirlpool, rientrante all’interno del decreto “Tutela del lavoro e risoluzione di crisi aziendali”, è stata giudicata non sufficiente dalla Whirlpool ben tre settimane dopo il passaggio nel Consiglio dei Ministri, mentre con il governo in carica non erano giunti commenti e critiche. La partita sembra quindi destinata a vivere nuove puntate al Mise nelle prossime settimane. Per Scame, Pasell e Cellublok, le aziende dell’indotto irpino, così come per le altre fabbriche nel casertano, la norma appariva il modo per chiudere la vertenza avviata in questi mesi. In particolare a Sant’Angelo dei Lombardi dove a luglio si era tenuta una riunione della Scame, che ha visto la partecipazione della Amministrazione comunale con il Sindaco Marco Marandino.


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