Pratola Serra «licenzia Irpiniambiente», la minoranza chiama il Prefetto

La nota del gruppo di minoranza che accusa l'amministrazione di non riuscire a gestire la situazione finanziaria del Comune. L'appello alle autorità di vigilanza sulla questione di merito

«Il Comune licenzia Irpiniambiente» e la minoranza di Pratola Serra chiama il Prefetto. Lo fa con una lettera aperta rivolta alla cittadinanza. «L’ennesima trovata dell’amministrazione comunale pare abbia destato stupore ma altro non è che l’epilogo inevitabile del disastro finanziario in cui è stato ridotto l’Ente comune. Le casse comunali sono ormai a secco, avendo sperperato anche la cassa vincolata di oltre 600 mila euro destinata ai contributi del terremoto dell’80 e, così, oggi gli amministratori si inventano quest’ultima sceneggiata che costerà altri soldi per pagare anche gli avvocati». Così il Gruppo SiAmo Pratola Serra, che ha diffuso una lettera aperta per commentare la decisione della Giunta di interrompere il contratto con Irpiniambiente per la gestione dei rifiuti. «Un epilogo che avevamo annunciato anche durante l’ultima approvazione del bilancio», scrivono, ricordando che «a nulla è servito ‘l’ultimatum’ dell’Organo di Revisione che aveva dato tempo fino al 3 giugno per correggere i conti». Secondo il gruppo di minoranza «in tale contesto va letta l’ultima scellerata decisione di revocare la gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti ad Irpiniambiente: la giunta comunale, con il solo voto del sindaco Emanuele Aufiero, del vicesindaco Galdo Marianna e dell’assessore Capone Angelo, con delibera no. 75 del 01/07/2019, ha deciso di concludere il rapporto con la Società». Per i consiglieri di opposizione la scelta sarebbe dettata dalle circostanze e dalle contingenze. «Avendo ormai grattato il fondo del barile, al punto di non potersi neanche più permettere di dire ‘pagherò’, prendono tempo avventurandosi in cause legali dal finale già scritto. Hanno assistito alla raccolta giornaliera che va avanti da anni e si accorgono solo oggi di non aver firmato un contratto? Si accorgono solo oggi che i costi sono troppo alti? C’era bisogno di accumulare debiti per oltre un milione di euro per accorgersi di questo?», scrivono ancora nella nota. «Ma una riflessione sulle affermazioni del sindaco e del presidente del consiglio pensiamo sia d’obbligo, visto che la tassa dei rifiuti dovrebbe essere a completa copertura dei costi. «I nostri amministratori, che non perdono mai occasione per restare in silenzio, spiegassero cosa hanno fatto con i soldi della Tari, perché una cosa è certa: non sono sicuramente stati utilizzati per pagare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e neanche per la fornitura di energia elettrica». In conclusione, segnalando l’incarico legale sul caso Irpiniambiente affidato alla stessa professionista «che ricopre il ruolo di OIV (Organo Indipendente di Valutazione)», sottolineando la imparzialità e indipendenza dell’Organo di Revisione.

Il Palazzo di Governo, la sede della Prefettura di Avellino

L’APPELLO ALLE AUTORITÀ  I VIGILANZA E AL PREFETTO. Alla luce di tutte queste considerazioni, la minoranza consiliare esprime due posizioni. «Richiedendo la revoca di quanto deliberato dalla giunta, comunichiamo a tutta la cittadinanza che sulla questione, oltre a fare piena luce sulla gestione economico-finanziaria dei fondi destinati al pagamento della società di raccolta e smaltimento rifiuti, vigileremo al fine di garantire massima trasparenza e regolarità su eventuali procedure di affidamento che il comune vorrà avviare». Inoltre, «chiediamo un intervento immediato di tutte le Autorità competenti, al fine di garantire l’ordine pubblico ed evitare disagi per la popolazione (visto anche il periodo di grande caldo) ed in particolare rivolgiamo il nostro appello a sua Eccellenza il Prefetto affinché sulla questione, si avvii una mediazione al fine di scongiurare la rottura definitiva con la società Irpiniambiente».


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