Borghi più belli d’Italia, Frigento: sfida su storia e bellezza

Delibera di Consiglio per l'amministrazione guidata da Carmine Ciullo. Il sindaco adotta misure scritte per creare le condizioni di contesto utili a frenare l'emigrazione e promuovere il turismo delle aree interne.

Frigento tra “I Borghi più belli d’Italia”. Aderisce all’Associazione dei Borghi più Belli d’Italia. C’è la delibera di Consiglio. Si attende visita “di controllo” da parte del Club. Ma le premesse ci sono tutte. Dall’alto dei suoi 900 metri circa, Frigento presenta un decoro urbano e architettonico di tutto rispetto. Rivisitato negli ultimi anni da interventi di ripavimentazione e ristrutturazione. Molte le preziose risorse storico architettoniche.

La cattedrale di Frigento, la chiesa Santa Maria dell’Assunta

Oltre alla splendida chiesa Santa Maria dell’Assunta, con il suo museo archeologico ricco di oggetti di epoca romana, ci sono i ruderi del castello medievale di età longobarda, rovine dell’antico maniero, ma anche gli austeri e ben conservati edifici gentilizi del centro storico, impreziosito dai portali pregiati perfettamente conservati. Proprio nel cuore frigentino, in piazza Municipio, poi, ci sono le cisterne romane, rara testimonianza della architettura idraulica di oltre duemila anni fa. Famosa la passeggiata romantica dei Limiti, che offre una vista mozzafiato sulle vallate e i dolci colli visibili dall’intero percorso pedonale.

Ancora, il Santuario della Madonna del Buon Consiglio a Pagliara, è meta frequentata dai pellegrini, che qui possono ammirare un pregevole organo a canne di 25 registri, opera del Maestro organaro veneto Alessandro Girotto.

Il paese si adopera anche per la banda ultra larga. E non è da tutti, per essere nelle aree interne. “Questa amministrazione reputa che la promozione culturale costituisca un’attività di grande utilità sociale per la vocazione turistica del Comune – afferma il sindaco Carmine Ciullo – Si tratta per Frigento di poter rientrare in un circuito specifico rivolto a turisti attenti alle emergenze culturali e alle peculiarità ambientali di un determinato territorio”

La riscoperta dei borghi è al centro di un nuovo trend turistico. Domani infatti parte dal Castello Arechi di Salerno la lunga passeggiata a piedi di Vienna Cammarota, 69 anni, guida ambientale escursionistica salernitana. La maratoneta a mezzo stampa nazionale ha annunciato la sua sfida attraverso la Campania e la Basilicata per sposare la causa. Testimoniare cioè al Paese intero la bellezza dei Borghi. A ciascun sindaco che incontrerà infatti sarà donata una bandiera dell’Italia. Per la provincia di Avellino, Vienna toccherà il Comune di Sant’Andrea di Conza per poi immettersi nella Lucania.

Di pochi giorni fa anche un articolo di Franco Arminio su noto quotidiano nazionale. Al centro della sua riflessione, il conflitto centro – periferia che si verifica tra città e provincia ma anche tra borghi. “I paesi non fanno rete. Non si è mai vista una protesta dei sindaci dei paesi italiani che si stanno drammaticamente spopolando. Ogni paese cerca la sua via, il suo sostegno, quando lo cerca, quando lo trova. I forti si fanno buona compagnia. I deboli si dividono e si fanno la guerra. In Italia c’è un conflitto non dichiarato tra il margine e il centro”, scrive Arminio. Di qui poi l’invito a fare rete e ad attivarsi affinché Bolzano si renda conto che fa parte della stessa nazione in cui si trova anche Foggia. Una riflessione e, forse, un monito per tutto il Paese.

Sta di fatto che la tematica dei Borghi, in diversi modi, tiene banco sullo scenario dell’informazione locale e nazionale. La rivalutazione del Turismo Lento e del silenzio non fosse altro per vivere una dimensione diversa da quella metropolitana, anche se solo per poco, è una sfida che piace a molti. Anche ai tour operator.

Per un Comune, in questo caso Frigento, aderire all’Associazione dei Borghi più belli d’Italia, significa “immettere il nome di Frigento in una rete di realtà italiane riconoscibili per la qualità urbanistica e architettonica, frutto di una politica culturale attenta – prosegue Ciullo – rivolta specie negli ultimi anni a creare spazi e strutture per mostre e ad organizzare eventi originali e manifestazioni permanenti”.

L’iniziativa del Club nazionale è nata nel 2001 su spinta dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e ha lo scopo di contrastare lo spopolamento e la marginalità dei piccoli paesi attraverso la valorizzazione del grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri italiani.


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