Il Pd scommette sull’implosione della maggioranza di governo entro la fine dell’autunno e si prepara alla ripartenza delle forze europeiste. Lancia segnali alla sua sinistra e al centro, che sulla sponda destra è sottoposto all’assedio leghista di un Matteo Salvini deciso a liquidare il Cavaliere di Arcore, Silvio Berlusconi. I Democratici non sembrano cercare alleati in una fase in cui l’ex premier Matteo Renzi annuncia di volersi riprendere il partito e tornare in campo per il governo. Anzi, il senatore fiorentino punta a rilanciare la vocazione maggioritaria del suo partito, preparandosi a presentare il conto alla maggioranza gialloverde su conti, spread, promesse elettorali e vicende giudiziarie, dai troll contro il Capo dello Stato ai 49 milioni di fondi che la Lega è stata condannata a restituire.

Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dal 2014 al 2016, accanto al Capo dello Stato, Sergio Mattarella

Nell’ultimo appuntamento con la enews, tra link di interviste sui quotidiani nazionali e di videomessaggi sui social media, Renzi preannuncia la nuova edizione dell’ormai tradizionale meeting alla Stazione Leopolda, quest’anno intitolato “Ritorno al Futuro”, in programma dal 19 al 21 ottobre. “Segnerà un passaggio innovativo e importante”, avvisa l’ex premier, invitando gli interessati ad approfondire il tema, scrivendo all’indirizzo di posta: leopolda9@matteorenzi.it. L’ex segretario del Pd non fa mistero dell’intenzione di voler rientrare nella partita per il futuro governo del Paese, sottolineando lo spazio che l’azione dell’Esecutivo Conte starebbe aprendo per l’Opposizione. I decreti sui vaccini e sulla disoccupazione, come definisce il ‘Dignità’, la cancellazione del progetto Casa Italia di Renzo Piano), ma anche l’ipotesi di ridiscutere il ‘Piano Periferie’, che definisce “una delle migliori idee del mio Governo”, interamente finanziato nel 2016.

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Lamentando il silenzio dei media, in particolare delle tv, per quella che definisce  “la durissima opposizione di molti parlamentari”, lascia intendere che la riscossa dovrà realizzarsi attraverso la rete e il dialogo con la gente.

A questo proposito le carte di Renzi saranno presto viste dal gruppo dirigente dei Democratici, che sui territori, a partire dall’Irpinia e nel Mezzogiorno, in particolare nell’ultimo anno si sono visti tagliati fuori da ogni possibilità di collaborazione.


ENEWS DI MATTEO RENZI | 8 agosto 2018

Accanto al Pd prende forma un alleato che a marzo è stato tenuto a battesimo dalla lista voluta dall’ex Ministro degli Esteri Emma Bonino con l’aiuto di Bruno Tabacci e Benedetto Della Vedova. La confluenza di Lista Bonino, Centro Democratico e Forza Europa nella lista Più Europa sta per sfociare in un vero e proprio partito, con il congresso costituente a gennaio appena convocato.

IL NUOVO CENTRO. Mentre prosegue il tentativo di ricomporre la diaspora democristiana, ad un quarto di secolo dallo scioglimento della Dc (leggi: il tentativo di Gianfranco Rotondi all’esame dell’Udc a Fiuggi), Forza Italia si prepara a respingere l’assalto di Matteo Salvini e la sua Opa ostile sul gruppo parlamentare azzurro.

Smentendo quelle che M5s e Lega considerano un ‘tentativo di inciucio con il Pd’, il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani spiega che Forza Italia intende “occupare lo spazio che c’è tra le Lega e il Pd, ma nessuno pensi a inciuci. La mia storia e la mia vita sono alternative alla sinistra”. Tajani non fa mistero della situazione difficile in cui naviga il partito di Berlusconi. “Lo spazio oggi libero non dobbiamo farlo occupare dal Pd”, sottolinea. “Per questo Berlusconi ha annunciato un rinnovamento in Forza Italia, nominando me e Adriano Galliani”.


ANTONIO TAJANI | IL SITO E I TWEET

Il Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani

Come faranno i Democratici, anche gli Azzurri “avranno una nuova campagna sui social per far capire che ci siamo, per una stagione di rinnovamento”, riorganizzando il partito sui territori. “Abbiamo già instituito una commissione che si occupa dei congressi regionali e comunali. Avremo volti nuovi e apriremo alla collaborazione delle liste civiche”.

In primavera si voterà per il Parlamento europeo, una partita decisiva per il futuro della stessa Unione europea, ma anche per molte città e municipi medio-piccoli. Non si escludono anche clamorose elezioni politiche dagli esiti imprevedibili.