Un anno per levare i vincoli del passato’ Foti: la città si aprirà al futuro

‘Un anno per levare i vincoli del passato’ Foti: la città si aprirà al futuro

Al termine del mandato la città di Avellino avrà un volto diverso e potrà riconquistare il ruolo che le spetta come capoluogo». Il sindaco Paolo Foti guarda con fiducia al futuro, rivendicando il lavoro svolto dalla giunta e indicando le nuove priorità del Comune.

Sindaco, quali risultati concreti ha incassato l’amministrazione in questi anni?

«Abbiamo fronteggiato una grave difficoltà finanziaria dell’ente che, tra debiti fuori bilancio, determinati soprattutto da vecchi contenziosi, e tagli ai trasferimenti del governo nazionale, non è stato facile gestire. Il Comune insomma era sull’orlo del dissesto, ma noi abbiamo avuto il coraggio di farci carico della situazione, analizzando con lucidità e calma la situazione e definendo una strategia di risanamento, mentre tutti intorno invocavano irresponsabilmente vie d’uscita drastiche, che avrebbero compromesso il futuro».

Avete dovuto compiere scelte impopolari.

«Abbiamo chiesto dei sacrifici ai cittadini per evitare il peggio e rimettere in sesto la macchina. La strategia prevedeva anche la riduzione delle spese superflue ed il recupero dell’evasione tributaria. Sono stati riconosciuti e pagati 14 milioni di debiti. Ma principalmente si è rimesso ordine nei conti e per la prima volta non sono stati assunti nuovi impegni finanziari, con mutui che potessero appesantire le gestioni future».

I margini di manovra sono stati molto stretti. Vero?

«Si, senza ombra di dubbio. Non è stato affatto facile garantire i servizi essenziali, soprattutto lasciando invariato il costo, e l’ordinaria amministrazione. è stato necessario selezionare gli obiettivi. Dopodiché siamo riusciti anche a tracciare una prospettiva, sulla quale ci impegneremo nei prossimi mesi, puntando su progetti di riqualificazione urbana e su un disegno di sviluppo che investe ben 36 Comuni della provincia. Ma non è tutto».

Dica pure…

«Molto tempo e tante energie sono state impiegate per sbrogliare un’incredibile matassa burocratica e rimuovere ostacoli di varia natura per riprendere i lavori nei cantieri del centro cittadino e finalmente portarli a termine. Alcune opere sono concluse, altre in dirittura di arrivo, nonostante i continui intoppi ed imprevisti».

Riuscirete a rispettare le scadenze?

«Contiamo di riaprire quanto prima il cantiere del Tunnel proseguendo la collaborazione con la ditta impegnata in questi anni, cercando di superare le difficoltà incontrate. Allo stesso modo ci spenderemo per l’intervento di restyling di Piazza Libertà e per quello della metropolitana leggera».

Continui.

«Con l’ultimo accordo di programma siglato in Regione, inoltre, realizzeremo il nuovo arredo urbano di Corso Vittorio Emanuele, la riqualificazione delle strade e delle aree intorno alla Piazza, e termineremo la messa in sicurezza della Bonatti, nel tratto che va dalla rotonda del cimitero fino al nucleo industriale di Pianodardine».

Quali sono invece le priorità fissate per l’anno appena iniziato?

«Stiamo gettando le basi per un futuro migliore. Penso al progetto di riqualificazione delle periferie, da poco approvato e finanziato dalla presidenza del Consiglio, per un importo di 18 milioni di euro. Un intervento che riguarderà la vivibilità a 360 gradi di Rione Parco, Bellizzi e Quattrograna Est ed Ovest. Il nostro elaborato è risultato il secondo in tutta Italia. Assolutamente prioritaria viene considerata la bonifica dell’Isochimica, sulla quale con la Regione abbiamo avviato un ragionamento per il riutilizzo del sito, che si lega alla valorizzazione dell’intero Borgo Ferrovia e alla riattivazione della stazione di Avellino, che permetterà di rompere l’isolamento nel quale il capoluogo e tutta l’Irpinia sono stati confinati».

L’ammodernamento e l’elettrificazione della tratta Salerno-Avellino-Benevento potrà essere un’occasione di sviluppo. Come si pensa di sfruttarla?

«Attraverso il rilancio della strada ferrata sarà possibile connettere Avellino non solo alle zone costiere e all’entroterra, ma collegarci all’Alta velocità e alla metropolitana regionale. Trasporti più rapidi ed efficienti per persone e merci. Inoltre sarà più semplice raggiungere il campus universitario di Fisciano e l’Ateneo di Benevento».

Borgo Ferrovia sarà lo snodo del sistema?

«Sì. Anche grazie a questo quartiere, la nostra città quindi si candida a diventare un centro di riferimento per studenti fuori sede, ma anche meta per chi deciderà di laurearsi in Viticoltura ed Enologia, corso di studi per il quale è prevista l’istituzione della Specialistica, insieme alla costituzione del Polo enologico, con fondi provinciali. Attorno a queste infrastrutture prenderà forma il Piano dell’Area vasta».

Ci aggiorni sulle prossime tappe della programmazione degli interventi.

«Attendiamo le determinazioni della giunta regionale in merito agli stanziamenti del fondo di rotazione per la realizzazione degli elaborati esecutivi. Abbiamo partecipato al bando con una serie di idee progettuali, che riguardano lo sviluppo turistico culturale dell’Area, il corridoio ecologico del Fenestrelle (del quale farà parte il Parco urbano), del Sabato e dell’Alta Solofrana e l’agenda digitale che prevede l’implementazione della fibra ottica e la digitalizzazione dei servizi comunali. Ma siamo pronti a cogliere ogni opportunità che i fondi europei offriranno».

L’amministrazione si appresta ad aggiornare il Piano urbanistico comunale Gregotti-Cagnardi. In quale direzione vi muoverete?

«Il tema di fondo sarà la rigenerazione urbana, per impedire il consumo di nuovo suolo, intervenendo sull’esistente e dedicando particolare attenzione alla sicurezza sismica, al verde, agli spazi pubblici e alla mobilità sostenibile. È questa la linea che intendiamo seguire, convinti che qualsiasi azione, soprattutto in campo urbanistico, va condivisa con la città, attraverso il confronto con le categorie ed il mondo delle associazioni e con un ampio ed approfondito dibattito in consiglio comunale».

Per fine mese sarà completato l’iter per l’esproprio dell’antica Dogana, che diventerà di proprietà dell’ente. Conferma?

«La Dogana è uno dei simboli della città e la sua riqualificazione, insieme alla messa in sicurezza di Piazza Castello e all’ultimazione dei lavori sulla Collina della Terra, porterà a un rilancio definitivo del cuore antico della città. A fine gennaio procederemo all’immissione in possesso del bene e successivamente ci muoveremo per la realizzazione del progetto di ristrutturazione e riutilizzo dell’edificio già elaborato dall’architetto Paolo Mascilli Migliorini».

Di fronte c’è un cammino impegnativo che si dovrà compiere in un quadro politico della maggioranza che resta delicato. è preoccupato?

«Io ho l’animo tranquillo e sereno, sapendo che debbo occuparmi dell’amministrazione della città. Resto convinto che le diatribe politiche interne alla maggioranza possono e devono essere risolte, col confronto e col dialogo costruttivo, che andrebbe intrapreso nelle sedi opportune. In consiglio comunale invece dobbiamo discutere esclusivamente dei problemi della città, perché il contributo di tutti i consiglieri è determinante per l’individuazione delle soluzioni, dopo troppi anni di lacerazioni che hanno paralizzato l’attività amministrativa».